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Blog culturale di storia, cultura, archeologia, in particolare dell'età medioevale. Aggiornamenti, recensioni, notizie, scoperte... di tutto un po'...

Eccomi

Il fascino misterioso dell'archeologia ed il fascino misterioso del Medioevo.

L'età dei barbari, dei cavalieri, degli enigmi e delle fate.

Castelli, corti, cattedrali, guerre e crociate, vita quotidiana, amori e scoperte, musica e letteratura

Un'epoca di interminabili assedi, sanguinose battaglie, irraggiungibili dame e cavalieri senza macchia.

Tutti pensano di conoscere il Medioevo. Ma per gli storici e gli archeologi è ancor oggi un mistero ed un periodo di contraddizioni: un mondo di analfabeti, ma anche di sapienti; di superstizione, ma anche di svolte cruciali per la storia dell'Uomo, e dell'Europa in particolare.

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venerdì, 29 dicembre 2006
Una risposta al dilemma di Darwin

L'ossigeno può essere la chiave per l'apparizione dei grandi animali

L’apparizione improvvisa di fossili di grandi animali risalenti a più di 500 milioni di anni fa – un problema che lasciò perplesso perfino Charles Darwin ed è comunemente conosciuto come “il dilemma di Darwin” – può essere dovuto ad un aumento enorme di ossigeno negli oceani del mondo, ha dichiarato il paleontologo della Queen’s University Guy Narbonne, un esperto in evoluzione in materia di prima evoluzione degli animali e dei loro ecosistemi.


Postato da: Storiarchea a 09:13 | link | commenti
varie, scoperte, preistoria

A Parigi i segreti di Cleopatra

(di Giorgio Ieranò)
Dall'8 dicembre al Grand Palais della capitale francese 500 meraviglie dell'archeologia, sottratte al mare, raccontano 1.500 anni di storia antica. Dai palazzi di Marco Antonio e della regina al porto sommerso di Alessandria. Recuperati grazie all’Indiana Jones francese


Immaginate secoli di storia inabissati in fondo al mare. Il Mediterraneo ha custodito, come in un sudario d'acqua, luoghi che sono stati testimoni di scene memorabili: Cleopatra che si uccide con il morso dell'aspide; il suo amante Marco Antonio che attende la morte stordendosi in lugubri festini; la folla inferocita dei cristiani che devasta il tempio di Serapide, uno degli ultimi baluardi del paganesimo al tramonto.


Postato da: Storiarchea a 09:11 | link | commenti (2)
eventi, mostre, alessandria, archeoegitto, cleopatra

Sosia del mostro di Loch Ness scoperto al Polo Sud

(ANSA) - NEW YORK - Le ossa di un baby plesiosauro vecchio di 70 milioni di anni sono state recuperate su un'isola dell'Antartide.

In vita, secondo gli scienziati, la creatura dal lungo collo doveva somigliare a Nessie, il misterioso animale che una tradizione vuole abitare le acque del lago Loch Ness in Scozia.

Il nuovo scheletro fossile è uno dei più completi del suo tipo e sarà esposto mercoledì presso il museo di geologia della South Dakota School of Mines and Technology.(ANSA) RED
Fonte: www.ansa.it

Data: 12/12/2006 14:21


Postato da: Storiarchea a 09:10 | link | commenti
varie, curiosita, scoperte

Un solo meteorite causò la fine dei dinosauri

WASHINGTON - L'impatto di un solo, gigantesco meteorite fu responsabile 65 milioni di anni fa della scomparsa dei dinosauri e di molte altre specie dalla faccia della Terra. E' la conclusione cui è giunto uno studio compiuto trivellando sedimenti di roccia in cinque punti diversi sui fondali dell'oceano Atlantico. Lo studio, condotto da un team guidato dal geologo Ken McLeod della University of Missouri-Columbia, ha raggiunto conclusioni che sono in netta contrapposizione con le teorie secondo le quali la fine dei dinosauri fu dovuta all'impatto di molteplici meteoriti contro la superficie terrestre. “E' stato un colpo solo ed è tutto ciò che serve per spiegare il fenomeno”, ha commentato McLeod, che ha pubblicato i risultato sul Geological Society of America Bulletin.

L'asteroide responsabile del disastro, secondo McLeod, aveva un diametro di 10 chilometri e colpì la Terra nell'area della penisola dello Yucatan, nell'attuale Messico.

(ANSA) RED

Fonte: www.ansa.it

Data: 12.12.06


Postato da: Storiarchea a 09:09 | link | commenti
scoperte, preistoria

AOSTA, SCOPERTA TOMBA INCINERAZIONE I SEC. DC

Il patrimonio archeologico della Valle d'Aosta si è arricchito di una tomba per incinerazione risalente al primo secolo dopo Cristo. Il ritrovamento è avvenuto nella zona nord del cantiere del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corleans. Nella tomba delle dimensioni di 2 metri per uno sono stati trovati quaranta oggetti, definiti dagli archeologi “di grande valore per la qualità e lo stato di conservazione”.
Si tratta di bottiglie in vetro, vasi, piatti e coppette in ceramica, cinque lucerne e una moneta appartenenti ad un unico soggetto. Il ritrovamento è stato presentato, sul luogo degli scavi, dall'assessore regionale alla Cultura, Laurent Vierin, dal Soprintendente per i Beni e le Attività culturali, Roberto Domaine e da Gaetano de Gattis, della Direzione restauro e valorizzazione.

"Troppo spesso - ha detto l'assessore - a scavi e ritrovamenti archeologici non viene dato il giusto risalto, e per questo motivo intendiamo d'ora in poi pubblicizzare il lavoro degli esperti nei cantieri, dimostrando alla popolazione che i disagi che devono patire sono compensati dal grande valore storico e artistico dei manufatti rinvenuti, anche tenendo presente che il ritrovamento attuale non ha comportato alcun ritardo rispetto ai tempi previsti nel programma dei lavori".

Il corredo funerario è stato ritrovato lungo l'asse viario di epoca romana (in quel tempo era comune eseguire le sepolture lungo la strada) con, a fianco, anche una sepoltura più piccola, probabilmente destinata ad un bambino. "Si tratta di un tipo di sepoltura comune nella zona - ha spiegato De Gattis - e coeva di quelle ritrovate nell'area della vicina chiesa a pagoda di Saint-Martin".
Gli oggetti ritrovati non hanno per ora permesso di risalire al sesso del defunto, "ma dalla quantità e qualità del corredo funerario - ha affermato l'archeologa della Soprintendenza Patrizia Framarin - è lecito ipotizzare che si trattasse di un personaggio importante, probabilmente il membro di una famiglia di possidenti della zona".

I reperti, dopo il restauro, verranno temporaneamente esposti in un'apposita sezione del Museo archeologico regionale. (ANSA).
Fonte: www.ansa.it

Data: 20.12.06





Postato da: Storiarchea a 09:08 | link | commenti
archeoitalia

Risolto il delitto perfetto. I coniugi Medici furono avvelenati

Cinque secoli per svelare uno dei più grandi misteri della storia fiorentina: Francesco I e Bianca Cappello furono uccisi con l'arsenico: è l'eccezionale scoperta della più ambiziosa indagine paleopatologica mai effettuata

Firenze, 28 dicembre 2006. - La storia della famiglia Medici dovrà essere riscritta. In particolare per quanto riguarda la morte di Francesco I, succeduto a Cosimo I nel 1564, e la moglie Bianca Cappello.

La versione ufficiale, e fino ad ora letta sui libri di storia, diceva che i due fossero morti a causa della malaria il 19 ottobre 1587. Ebbene da oggi si dovrà parlare della morte dei due coniugi per assassinio. Morte violenta causata da dosi di arsenico.


Postato da: Storiarchea a 09:06 | link | commenti
archeoitalia

giovedì, 07 dicembre 2006
Reperti militari nel Sahara: tra mito e realtà tracce dell'armata di Cambise

Reperti militari nel Sahara: tra mito e realtà tracce dell'armata di Cambise

di Aristide Malnati

Uno dei più intricati misteri dell’archeologia e della lunghissima civiltà egizia potrebbe presto venire risolto. Un’equipe internazionale a direzione egiziana, incaricata nel 2000 dell’esplorazione sistematica della zona del deserto bianco tra l’Oasi di Siwa e quella più a sud di Kharga (la Grande Oasi di epoca faraonica), ha riportato alla luce tracce di presenza umana e forse militare. In un’area scandagliata di più di 50 kmq sono emersi resti di vestiti (mantelli e turbanti per ripararsi il volto dal sole e dalla polvere), di coperte e persino di armature, che rivelerebbero la presenza di un esercito; è presto per proporre la datazione dell’epoca, a cui risalgono i reperti ed è anche azzardato tentare di stabilire l’entità numerica dell’armata in questione.

Come però non pensare che finalmente potremmo essere in presenza di evidenze archeologiche del famoso esercito dei medi?


Postato da: Storiarchea a 18:29 | link | commenti (1)
archeoriente

Torna alla luce il sarcofago di San Paolo Apostolo

CITTA' DEL VATICANO - Nuovi dati di ricerca confermano che è effettivamente la tomba di San Paolo apostolo il sarcofago portato alla luce dagli scavi archeologici sotto la basilica romana di San Paolo Fuori le Mura, condotti dagli archeologi dei Musei Vaticani. Sotto l'altare maggiore è stato infatti trovato un sarcofago di età romana, esattamente sotto l'epigrafe "Paulo apostolo mart", da sempre visibile alla base dell'altare.

I lavori che hanno condotto all'importante scoperta storica saranno presentati nei prossimi giorni in Vaticano: lunedì alle 11:30, nella sala stampa della Santa Sede, è prevista una conferenza stampa cui interverranno il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, arciprete di San Paolo fuori le Mura, l'archeologo Giorgio Filippi, direttore degli scavi, e l'ingegner Pier Carlo Visconti, delegato per l'amministrazione della basilica. Verrà dato conto, a livello scientifico, degli esiti degli ultimi itinerari di ricerca.

Il sarcofago, sul coperchio, ha un buco di una decina di centimetri tappato sul fondo solo da un po' di malta. Si tratta di una feritoia concepita all'epoca per mettere in comunicazione le reliquie con l'altare, ma anche per introdurre pezzi di tessuto che a contatto con la salma diventavano a loro volta reliquie.

"Quello che abbiamo scoperto è un sarcofago o un contenitore di reliquie - aveva commentato Filippi all'epoca del ritrovamento, quando già emergeva con tutta probabilità che si trattasse della tomba di San Paolo. Siamo certi che nel 390, all'epoca dell'ampliamento della basilica costantiniana da parte dei tre imperatori Teodosio, Valentiniano II e Arcadio, fosse ritenuto dell'apostolo Paolo".

Fonte: http://www.tio.ch/
Data: 05.12.06





Postato da: Storiarchea a 18:25 | link | commenti
roma, religione, cristianesimo, archeoroma

Scoperta la mummia di un medico egizio

Si chiamava Qar e fu sepolto con i suoi strumenti chirurgici.
Gli archeologi hanno scoperto i resti mummificati di un medico egizio che sarebbe vissuto oltre 4.000 anni fa e che fu seppellito con i propri strumenti chirurgici di metallo.

Secondo l'Agenzia di stampa ufficiale egiziana "Mena", il Capo del Consiglio supremo delle Antichità, Zahi Hawass, ha riferito ieri che gli archeologi hanno scoperto la mummia a Saqqara, 20 chilometri a sud del Cairo, mentre effettuavano lavori di pulizia in un vicino sito archeologico.

Hawass ha precisato che il medico - chiamato Qar - visse durante la sesta dinastia, dal 2350 al 2180 a.C.

La parte superiore della tomba era stata scoperta nel 2000, mentre il sarcofago è stato rinvenuto nel corso di più recenti lavori di restauro.

Fonte: http://notizie.alice.it/notizie/
Data: 06.12.06





Postato da: Storiarchea a 18:24 | link | commenti
archeoegitto

venerdì, 01 dicembre 2006
Un computer al tempo dei Greci?

ROMA - Seguire i movimenti del Sole e della Luna attraverso le costellazioni dello Zodiaco, predire le eclissi, tracciare il moto dei pianeti e l'orbita irregolare della Luna nel cielo: questa, secondo una dettagliata analisi descritta su Nature , era la funzione del Meccanismo di Antikythera, un antichissimo macchinario greco a ingranaggi risalente al 65 a.C.

Per gli autori, un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da Mike Edmunds e Tony Freeth dell'università britannica di Cardiff, lo studio rileva che il meccanismo è molto più sofisticato di quanto ritenuto finora, tanto che per l'epoca può essere definito un vero e proprio computer. Inoltre, dimostra "lo straordinario potenziale tecnologico dei greci, perso con l'impero romano". Il Meccanismo di Antikythera fu trovato nel 1900 da alcuni pescatori di spugne nel relitto di un'antica nave, nel mare davanti all'isola di Antikythera, fra il Peloponneso e Creta. Fra gli oggetti a bordo vi erano i frammenti di una custodia di legno e bronzo contenente oltre 30 ingranaggi.

Per decenni l'oggetto è stato attentamente studiato, si riteneva che servisse a calcolare la posizione del Sole, della Luna, e il moto dei pianeti, ma la funzione era stata compresa solo in parte. Rimaneva insoluta la questione di due display, uno anteriore, l'altro posteriore. Per dipanare il mistero è arrivata in aiuto la tecnologia ai raggi X e grazie ad una TAC tridimensionale i ricercatori sono arrivati a leggere le iscrizioni che compaiono sul meccanismo e a decifrare il funzionamento dei display. Secondo lo studio, sul display anteriore vi erano lancette che segnavano il passaggio del Sole e della Luna nelle costellazioni dello Zodiaco, oltre che indicazioni per le fasi lunari. Il display posteriore invece indicava il tempo in termini di due cicli astronomici con lancette per calcolare il ciclo Callippico, un ciclo (76 anni, di 365 giorni e 1/4 ciascuno), messo a punto dall'astronomo Callippo nel IV secolo per correggere il ciclo Metodico (19 anni, di 365 giorni e 5/19 ciascuno). Un'altra lancetta è per il ciclo di Saros, usato per predire le eclissi lunari e solari.

Secondo un approfondimento pubblicato su Nature da Francois Charette, dell'università tedesca Ludwig Maximilians, l'importanza dello studio riguarda anche gli ingranaggi che segnano le variazione sinusoidale nel movimento della Luna nel cielo. In pratica, secondo i ricercatori, l'apparecchio rappresenta una realizzazione meccanica dei calcoli sull'irregolarità del moto lunare, modello geometrico sviluppato dall'astronomo Ipparco di Rodi nel secondo secolo a.C, tanto che gli autori non escludono che Ipparco stesso possa esse stato coinvolto nella progettazione del meccanismo. Lo studio sarà presentato domani e dopodomani ad Atene. Il passo successivo, hanno annunciato gli autori sarà ricostruire il Meccanismo di Antikythera al computer e realizzare un modello realmente funzionante.

NEWS CORRELATE :

http://www.laportadeltempo.com/Archeoastronomia/archeoast_080606.htm  

http://www.laportadeltempo.com/Grecia/gre_270901.htm

Fonte: www.ansa.it
Data: 29.11.06


Postato da: Storiarchea a 21:12 | link | commenti
archeogrecia

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