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Blog culturale di storia, cultura, archeologia, in particolare dell'età medioevale. Aggiornamenti, recensioni, notizie, scoperte... di tutto un po'...
Il fascino misterioso dell'archeologia ed il fascino misterioso del Medioevo.
L'età dei barbari, dei cavalieri, degli enigmi e delle fate.
Castelli, corti, cattedrali, guerre e crociate, vita quotidiana, amori e scoperte, musica e letteratura
Un'epoca di interminabili assedi, sanguinose battaglie, irraggiungibili dame e cavalieri senza macchia.
Tutti pensano di conoscere il Medioevo. Ma per gli storici e gli archeologi è ancor oggi un mistero ed un periodo di contraddizioni: un mondo di analfabeti, ma anche di sapienti; di superstizione, ma anche di svolte cruciali per la storia dell'Uomo, e dell'Europa in particolare.

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FINALE LIGURE, Savona - Una nuova campagna di scavi nella Caverna delle Arene Candide. È quanto intendono attuare il Comune di Finale Ligure, la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Liguria, la Soprintendenza per i Beni archeologici regionali e la società Antiche Cave Spa, nell’ampia cavità in cui fu rinvenuta nel 1942 l’eccezionale sepoltura di un giovane, il “Principe delle Arene Candide”, risalente a 24 mila anni fa, che, per la ricchezza del corredo e le straordinarie condizioni di conservazione, rappresenta forse la più importante sepoltura del paleolitico superiore europeo. La Caverna si trova a circa 90 metri sul livello del mare, sul versante occidentale del promontorio della Caprazoppa, sul margine superiore dell’ex cava Ghigliazza. Le Arene Candide erano una duna di sabbia quarzosa, bianca (candida), che i venti dell’ultima glaciazione avevano addossato al promontorio. Ritratta in alcune fotografie dei primi anni ’20, la duna è stata poi completamente rimossa dalle attività di estrazione della cava. La celebrità internazionale delle Arene Candide deriva dai fortunatissimi scavi archeologici che furono effettuati negli anni 1940-42 e 1948-50 e che portarono alla scoperta di 19 sepolture paleolitiche, fra cui quella del “Principe”, conservata nel Museo Archeologico di Genova Pegli. Gli scavi finora condotti non hanno mai raggiunto il fondo della caverna, che alcune prospezioni geoelettriche pongono alcuni metri più in basso della massima profondità raggiunta. E’ perciò possibile che si conservino intatti gli strati che contengono la registrazione del cruciale passaggio/sostituzione fra l’Uomo di Neanderthal e la nostra specie, l’Homo Sapiens, avvenuto attorno a 35 mila anni fa. Visti i risultati conseguiti in precedenza, si può presumere che la ripresa degli scavi produrrebbe ulteriori ritrovamenti di rilevanza internazionale, comprese sepolture paleolitiche analoghe a quella del “Principe”. La chiusura della cava alcuni anni or sono ed il successivo progetto di recupero ed urbanizzazione attualmente in corso di approvazione, pongono la questione della ripresa degli scavi nel quadro di un intervento strategico più ampio. (PRIMA)
Fonte: http://primapress.it/
Data: 28.11.06
Trovata un'antica pentola colma di monete romane in oro zecchino. Sembra una fiaba, ma è quanto è avvenuto realmente durante uno scavo a Sovana, frazione del comune di Sorano in provincia di Grosseto, dove è stata rinvenuta una pignatta in terracotta con dentro 498 monete d' oro, in perfetto stato di conservazione, risalenti al periodo a cavallo tra il 420 e il 550 d.c. circa. L'episodio risale ad alcuni mesi fa, ma solo recentemente il prezioso contenitore è stato aperto, con le cure del caso, dai tecnici della soprintendenza ai beni archeologici di Firenze dove il tesoro è ora custodito. Ciascuna moneta ha un diametro di 2 centimetri circa e il peso complessivo dell' oro è di due chili e 200 grammi.
Le monete sono tutte di conio bizantino e provengono dalle zecche di Salonicco, Ravenna, Milano, Roma e Arles (Francia). Sulle facce sono raffigurati i vari imperatori che si sono alternati nel passaggio tra l' impero romano d' occidente e quello d' oriente, nel periodo segnato dalle invasioni barbariche e dalla dissoluzione della Capitale. Tra le effigi quella di Romolo Augustolo, Teodora, moglie di Giustiniano e Onorio, secondogenito dell'imperatore Teodosio. La scoperta, del tutto casuale, è avvenuta durante i lavori di restauro dell' antica chiesa di San Mamiliano, nel cuore del piccolo borgo di Sovana, dove deve essere realizzato un museo archeologico dedicato alla civiltà etrusca. Sono così affiorate tracce di sepolture rinascimentali e, più in profondità, resti di un complesso termale d'epoca romana.
L'eccezionale ritrovamento ha spinto il comune di Sorano e la soprintendenza a raggiungere un accordo per cambiare destinazione al nascente museo e dedicarlo proprio al tesoro di Sovana e alla civiltà romana, anziché a quella etrusca. "E' un ritrovamento eccezionale - ha detto il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni - come del resto hanno confermato gli stessi archeologi. Per questo motivo ho raggiunto un accordo di massima con la soprintendente archeologica della Toscana Fulvia Lo Schiavo per riportare la collezione a Sovana nell'ambito del costruendo museo che sarà ora dedicato all'epoca romana. Questo, naturalmente, comporterà una modifica al progetto iniziale".
"La collezione di monete - ha aggiunto il sindaco - rappresenta, probabilmente, il tesoretto della prima comunità cristiana di Sovana, forse nascosto per timore delle invasioni barbariche. E' una scoperta che conferma l' importanza di Sorano e Sovana in campo archeologico come dimostrano i tanti ritrovamenti etruschi nel territorio, ad esempio la necropoli e le molte tombe monumentali, ma anche quelli di epoca romana". (ANSA).
Fonte: www.toscanaoggi.it
Data: 29.11.06
I ricercatori del progetto TAY (Insediamenti Archeologici in Turchia) hanno scoperto 120 antichi insediamenti precedentemente sconosciuti, stimati dagli studiosi risalire all’Età del Ferro.
Il progetto ha fino ad ora individuato circa 480 aree anticamente abitate, attraverso 7,500 chilometri nell’est dell’Anatolia.
I risultati della ricerca saranno presto disponibili on-line.
Tra i più significativi siti scoperti, una fortezza dell’età del Ferro ed un sito chiamato Agababa, situato nel distretto di Tercan (regione di Erzincan), una fortezza ed un tempio con altari ancora intatti nello stesso distretto.
Fonte: http://www.turkishdailynews.com.tr/article.php?enewsid=59897
Data: 23.11.06
La missione archeologica franco-egiziana ha scoperto un cimitero Faraonico all’interno dell’Antico Tempio di Ramsis a Luxor
Il cimitero contiene cucine, forni, ed una scuola per bambini.
Il Segretario Generale del Consiglio Supremo di Antichità Zahi Hawass ha dichiarato che l’ampio cimitero non era reale ma piuttosto pubblico.
Fonte: http://www.sis.gov.eg/En/
Data: 19.11.06
L'Aquila, 31 ott. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - In concomitanza con l'apertura della mostra “Poco grano molti frutti”, dopo quasi trent'anni di interruzione della ricerca archeologica, sono appena ripresi gli scavi di Alba Fucens. La prima fase della campagna di scavi, con la direzione scientifica di Adele Campanelli della soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo, avrà la durata di due mesi e interesserà l'area del piazzale del Santuario nel quale fu ritrovata la statua colossale dell’Ercole Epitrapezios.
L'indagine e' ripresa lì dove era stata lasciata dagli archeologi belgi, e cioè nella parte meridionale del c.d. “Piano di Civita”, l'ampia fascia centrale della città che ospitava edifici pubblici e sacri. La ripresa dello scavo, nella prossima primavera, invece, interesserà un'area più ampia nella quale sono comprese diverse strutture tra cui il teatro, il santuario di Iside e un settore destinato all'edilizia residenziale.
Fonte: http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Cultura&loid=1.0.585189925
Data: 31.10.06
Appartiene alla civiltà Sican fiorita fra 800 e 1300
Roma, 22 nov. (Apcom) - Una equipe di archeologi impegnata nel Perù settentrionale ha scoperto una necropoli preincaica risalente ad almeno 1000 anni fa e che getta nuova luce sulla civiltà Sican. In un servizio sul sito web della Bbc si legge che la necropoli è formata da venti tombe e in esse sono stati scoperti 12 "tumis" (i coltelli fatti con una lega di argento, rame e oro, utilizzati per i sacrifici umani) oltre a maschere funerarie e ceramiche.
La civiltà Sican fiorì in Perù fra l'800 e il 1300 della nostra era ed era una società che scomparve a causa di grandi siccità e conquiste.
Quella scoperta ora "è una città sacra nella quale vi sono numerose necropoli", ha detto lo studioso Izumi Shimada al giornale peruviano El Comercio. Secondo Shimada, quella Sican era una "società molto bene organizzata". Lo studioso lavora presso l'università americana dell'Illinois meridionale e la sua equipe è impegnata in campagne di scavo nel Perù settentrionale da 25 anni.
L'ultimo sito scoperto si trova vicino alla città di Ferrenafe. Il ritrovamento dei "tumis" è stato definito di particolare importanza perché finora questi coltelli sacrificali erano stati rinvenuti e poi rivenduti da violatori di tombe.
I Sican erano noti per la produzione di oro, argento e rame in quantità considerate "sostanziali" per il periodo nei quali fiorì la loro civiltà. Avevano stabilito un fiorente commercio, fatto soprattutto di pietre preziose o dure e conchiglie, con popolazioni stanziate in quelli che sono oggi gli stati di Ecuador, Cile e Colombia.
La civiltà Sican scomparve soprattutto sotto i colpi dei conquistatori Inca che cominciarono la loro ascesa al potere intorno al 1200.
Fonte: http://notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=12116362&mod=foglia&pmk=rss
Data: 22-11-2006 17:46
La tavoletta conteneva disposizioni in materia di rifiuti
Napoli, 20 nov. (Apcom) - La scienza in aiuto dell'archeologia. Accade in Campania dove, da questo felice connubio, è nata la possibilità di riscoprire e decifrare una delle poche iscrizioni non a carattere politico di Ercolano, l'antica città seppellita dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Grazie ad una speciale camera a raggi infrarossi, chiamata "Vidicon", gli archeologi sono risaliti ad alcune scritte che si erano perse nei meandri del tempo: un provvedimento contro l'immondizia (lo stercos, come veniva definito dagli antichi romani) che veniva reso pubblico a commercianti e cittadini ercolanesi.
A far venir fuori la storica iscrizione che, secondo gli esperti, rappresenta un 'unicum', è stata la collaborazione con il laboratorio di Ottica applicata della Facoltà di Ingegneria dell'Università Federico II di Napoli, guidata dal professor Luciano Vicari.
"La parte sovrastante a questa scritta era stata abrasa dallo studioso Matteo Della Corte, che vi lavorò nel 1938 - dice Mario Pagano, soprintendente per i Beni archeologici del Molise - proprio per leggere l'iscrizione sottostante che, tuttora, è molto lacunosa anche se sappiamo che tratta del problema dei rifiuti".
Il 'castellum aquae' è ubicato all'incrocio tra il IV cardo e il decumano massimo, tra gli spigoli settentrionali delle insulae V e VI, e veniva utilizzato per le affissioni pubbliche. Una sorta di albo affissorio dove erano tracciate anche linee verticali e orizzontali parallele che servivano da guida per scrivere ordinatamente il testo. Le iscrizioni erano, per lo più, dipinte anche se in questo caso si è usato il corsivo per dimostrare la natura spontanea della comunicazione che non era promanata direttamente da un'autorità pubblica.
Dai primi studi risulta che, al di sotto del secondo strato ne esiste anche un terzo, cronologicamente anteriore, e per il quale è ancora in corso l'opera di decifrazione.
"Questo è un lavoro compiuto, gratuitamente, dall'Università Federico II, mentre le apparecchiature sono state messe a disposizione dal centro di competenze - ha dichiarato il professor Vicari - E' indubbio che, qualora, si decidesse di continuare su questa strada, si renderebbe necessaria una sponsorizzazione".
Fonte: http://notizie.alice.it/notizie/
Data: 20.11.06
(AGI) - Trapani, 14 nov. - La sorpresa è arrivata durante un'operazione di routine scattata per reprimere gli scavi archeologici abusivi e la ricettazione e detenzione illegale di reperti.
I Carabinieri di Pantelleria, si sono trovati davanti ad una necropoli bizantina con otto sepolture prive di corredo funerario in contrada Scirafi, e ad un sito archeologico riconducibile alla vicina acropoli punico-romana, in contrada San Marco, comprendente tre cisterne, una pavimentazione e frammenti di opere murarie. Una scoperta effettuata con l'ausilio della motovedetta CC 802 "Frau" e del Nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo. Si tratta di siti ancora sconosciuti, ora allo studio degli esperti della Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani.
Nel corso dell'operazione, coordinata dal Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani e dalla Procura della Repubblica di Marsala, sono state denunciate tre persone. Si tratta di un pensionato di 63 anni, intento a eseguire un scavo archeologico non autorizzato all'interno di un terreno di sua proprietà in contrada San Marco, dove è stato individuato il sito archeologico, subito sequestrato dai militari.
L'uomo aveva riportato alla luce vari reperti, tra cui tre ancore, un'urna cineraria e varie ampolle, ed è stato denunciato.
Stessa sorte per un 31enne pregiudicato per ricettazione di reperti archeologici, ed un 60enne al quale i militari hanno sequestrato un ingente quantitativo di materiale archeologico, (tra cui anfore, ancore, monete e vasellame) parte del quale proveniente da corredi funerari di epoca punica, greco-romana e tardo-italica. (AGI)
Fonte: www.agi.it
Data: 14.11.06
L’uscita del film riaccenderà il dibattito sulla scomparsa della misteriosa cultura.
A distanza di più di 1,000 anni da quando la civiltà classica Maya scomparve dalle magnifiche città costruite nel cuore della foresta tropicale di Messico e Centro America, l’interesse per la loro arte, cultura e tradizione non è mai stato così vivo.
L’attenzione è probabilmente destinata a raggiungere il suo culmine il mese prossimo, quando la nuova opera di Mel Gibson, l’epico “Apocalypto”, sbarcherà nei cinema americani.
Distribuito dalla Touchstone Picture della Disney l’8 dicembre, il film, che è stato vietato ai minori di 12 anni (per violenza e immagini di forte impatto) si concentra sulla fine della civiltà maya.
Roma, 11 nov. (Apcom) - Una squadra di archeologi peruviani e giapponesi ha scoperto nel deserto della costa centrale i resti di una cittadella denominata 'Las Shicras' risalente agli inizi della civilizzazione in Perù. Lo riferisce l'agenzia Misna.
Gli studiosi ritengono che il sito sia stato un centro cerimoniale del periodo del tardo pre-ceramica (dall'8.000 al 3.500 a.C.) sulla base del ritrovamento delle fondamenta dell'edificio principale che si estendono per una superficie di un ettaro.
"I primi esami delle analisi al carbonio 14 rivelano che 'Las Shicras' - situata 120 chilometri a nord della capitale Lima - nacque tra il 4.500 e il 4.850 a.C., lo stesso periodo a cui risale anche il sito di Caral, nella vicina Valle di Supe" ha detto l'archeologo Walter Tosso, della 'Fundacion Museo Amano'.
Caral è considerata a civiltà più antica d'America, sviluppatasi quasi contemporaneamente alle civiltà della Mesopotamia, dell'Egitto, dell'India e della Cina. La scoperta di 'Las Shicras' - nome che corrisponde a un vocabolo indigeno quechua che identifica una fibra vegetale usata per costruire ceste - è avvenuta quasi casualmente grazie agli 'huaqueros': i ladri di reperti archeologici che dal 2002 effettuavano nella zona scavi clandestini.
Fonte: http://www.tendenzeonline.info/apcom.php?s=20061111_000026.xml
Data: 11.11.06
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