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Blog culturale di storia, cultura, archeologia, in particolare dell'età medioevale. Aggiornamenti, recensioni, notizie, scoperte... di tutto un po'...

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Il fascino misterioso dell'archeologia ed il fascino misterioso del Medioevo.

L'età dei barbari, dei cavalieri, degli enigmi e delle fate.

Castelli, corti, cattedrali, guerre e crociate, vita quotidiana, amori e scoperte, musica e letteratura

Un'epoca di interminabili assedi, sanguinose battaglie, irraggiungibili dame e cavalieri senza macchia.

Tutti pensano di conoscere il Medioevo. Ma per gli storici e gli archeologi è ancor oggi un mistero ed un periodo di contraddizioni: un mondo di analfabeti, ma anche di sapienti; di superstizione, ma anche di svolte cruciali per la storia dell'Uomo, e dell'Europa in particolare.

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venerdì, 29 settembre 2006
SCOPERTA IN SERBIA ANTICA TOMBA CRISTIANA

Un’antica tomba cristiana, con un monogramma di Cristo ben preservato sul soffitto, è stata scoperta a Niš,

Toni ÄŒerškov, archeologo dell’Istituto per la Conservazione dei Monumenti di Niš, ha dichiarato che la tomba si data al V secolo d.C.

“È decorata con affreschi di eccezionale qualità del colore, mentre il Monogramma di Cristo si estende per oltre un metro, raffigura un serto di foglie di lauro, ed è preservato ottimamente.

“È la prima volta che vedo qualcosa di simile – il Monogramma di Cristo, con il messaggio simbolico Gesù ci guarda dall’alto dei Cieli”ha dichiarato ÄŒerškov.

Le pareti nord, sud ed est della tomba sono coperte di affreschi, mentre quella ovest sembra avere subito i maggiori danni.

“La tomba non è mai stata saccheggiata” ha dichiarato ÄŒerškov, aggiungendo che è stata scoperta per caso quando si è scavato fino a tre metri di profondità, per riportare alla luce le fondazioni di una casa privata.

Fonte: http://www.b92.net/eng/news/society-article.php?yyyy=2006&mm=09&dd=28&nav_id=37021

Data : 28.09.06


Postato da: Storiarchea a 08:36 | link | commenti
archeoest

Antichi sacerdoti potrebbero aver tracciato le linee di Nazca

NAZCA, Perù - Gli alti sacerdoti di un antico complesso religioso nel sud del Perù potrebbero avere progettato le misteriose linee di Nazca, un insieme di enormi modelli geometrici, figure animali e le lunghissime linee tracciate nel deserto.

I ricercatori spiegano che i resti del complesso di Cahuachi, costruito nel 400 a.C., si trovano a media via nella valle di Nazca - una delle attrazioni turistiche più popolari del Perù e sito Patrimonio dell’Umanità delle Nazioni Unite.

"È logico pensare che le credenze religiose della gente di Nazca si originarono in questo luogo cerimoniale e si espressero in questa immensa pianura" spiega l’archeologo italiano Giuseppe Orefici, che conduce la ricerca a Cahuachi.

La prossimità geografica non è l'unica prova dei collegamenti fra i due antichi siti: le stesse icone religiose compaiono infatti nelle linee sul terreno, e sulle ceramiche ed i reperti recuperati allo scavo di Cahuachi.

"I felini e le balene sono motivo ricorrente dell'arte Nazca e questo è quel che abbiamo trovato nei geoglifi" ha dichiarato Orefici, riferendosi alle illustrazioni a terra ed ai reperti di Cahuachi.

Le linee di Nazca, che si osservano meglio dall’alto, sono state create eliminando l'argilla friabile di superficie o accatastando un insieme di pietre. Fra le figure più emblematiche, una scimmia gigante con una coda a spirale.




Postato da: Storiarchea a 08:36 | link | commenti
archeosudamerica

Straordinario ritrovamento al lago di Tret

BOLZANO -- Straordinario ritrovamento sopra il comune di Senale, in Alto Adige. Durante i lavori di risanamento del perimetro del lago di Tret, che si trova a 1600 metri di quota, è stato rinvenuto un sito archeologico di cacciatori, risalente all'età della pietra.

Sul posto gli esperti dell'Ufficio provinciale Beni archeologici hanno portato alla luce numerosi resti fossili, tra cui ossa e carbone vegetale.

Secondo le analisi degli archeologi, i reperti risalirebbero alla fine del Paleolitico (ottavo millennio a.C) e inizio del Mesolitico (decimo millennio a.C). Le indagini archeologiche nell'area sono state affidate a Hanns Oberrauch di Termeno e Michael Meraner di Appiano, sotto la direzione scientifica dell'ispettore di zona dell'Ufficio Beni archeologici, Hubert Steiner.

I lavori verranno conclusi ancora entro l'autunno, tempo permettendo.

Fonte: http://www.montagna.tv/?q=node/2662

Data: 26.09.06



Postato da: Storiarchea a 08:35 | link | commenti
archeoitalia

martedì, 26 settembre 2006
Marte, risolto il mistero della «faccia umana»

Per un gioco di ombre in una foto del 1976 appariva una grande maschera

Si trova nella regione di Cydonia: per trent'anni è stata la «prova» della presenza di un'antica civiltà scomparsa sul pianeta rosso.


Postato da: Storiarchea a 13:23 | link | commenti (1)
archeo spazio

CRANI DECORATI DI 9,500 ANNI OR SONO TROVATI IN SIRIA

DAMASCO- Gli archeologi al lavoro presso un sito funerario vicino alla capitale siriana, hanno riportato alla luce crani umani decorati che si datano indietro a 9.500 anni.
"I crani umani risalgono ad un periodo compreso tra 9.500 e 9.000 anni fa, e su essi sono stati modellati volti umani realistici con un’argilla che doveva essere un tempo colorata per accentuare le caratteristiche" ha dichiarato Danielle Stordeur, capo della missione archeologica Francese-Siriana che ha effettuato la scoperta.
Situati presso l’area funebre di un villaggio preistorico, i cinque crani sono stati trovati all’inizio del mese in un’ampia fossa, ammassati gli uni sugli altri, sotto i resti di un infante, ha dichiarato la Stordeur.
L'archeologa francese ha descritto come "straordinario" il ritrovamento presso il sito neolitico di Tell Aswad - villaggio di Jaidet Al-Khass, 35 chilometri da Damasco.
La scoperta non è la prima del genere in Medio Oriente, ma "il realismo di questi crani è sorprendente" ha aggiunto la Stordeur, incaricata dello scavo da Bassam Jamous, Responsabile delle Antichità presso il Museo nazionale della Siria.
"Sorprendono per la regolarità delle loro caratteristiche" ha spiegato Stordeur parlando.
"Gli occhi sono chiusi, sottolineati da bitume nero. Il naso è diritto e fine, con una base scura a ritrarre le narici. La bocca è ridotta ad una fessura".

I crani decorati erano dedicati "soltanto agli individui importanti, scelti secondo l’ordine sociale o a seguito di particolari prove religiose" ha aggiunto.

Fonte: http://www.ttc.org/200609241343.k8odht419690.htm

Data: 24.09.06


Postato da: Storiarchea a 13:21 | link | commenti
archeoriente

Un progetto per Veio

Grande area archeologica ancora sconosciuta a Nord di Roma

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Rendere possibili già entro l'anno visite all'area archeologica di Veio. È il primo obiettivo di “Veio, gli etruschi alle porte di Roma”. È un progetto che si propone la conservazione dell'area archeologica del Parco di Veio, che si estende su circa 15 mila ettari a Nord di Roma.

Veio è una città sepolta. Finora è venuto alla luce solo il 20% del patrimonio e serviranno almeno due o tre anni per poter aprire definitivamente al pubblico il parco archeologico.

Fonte: www.ansa.it via http://notizie.tiscali.it/


Postato da: Storiarchea a 13:21 | link | commenti
archeoroma, archeoitalia

SCOPERTO UN SANTUARIO CELTICO DEL II SECOLO A.C.

Portate alla luce 170 fosse nel cantone svizzero di Vaud

Eclepens, 22 set. (Ap) - Un santuario celtico è stato portato alla luce nel cantone svizzero di Vaud. La scoperta di 170 fosse è stata fatta mentre si lavorava alla realizzazione di una cava vicino al cementificio Holcim a Eclépens.

Nell’area, occupato già dall'età del ferro, sono state trovate tracce di una strada che collegava il santuario al sito dove si compivano rituali religiosi e sacrifici di animali, tra cui cavalli.

Sono state trovate ceramiche, oggetti di bronzo, mole per il grano, gioielli e monete locali e mediterranee, che hanno permesso di datare il santuario attorno all'80-120 avanti Cristo.

Fonte: http://notizie.alice.it/

Data: 22.09.06


Postato da: Storiarchea a 13:20 | link | commenti
archeoeuropa

martedì, 19 settembre 2006
Scoperta in Germania capanna Neanderthal

BERLINO - Una capanna abitata da uomini di Neanderthal, con un ricco corredo di utensili e oggetti di uso quotidiano è stata individuata in Germania, vicino ad Aachen, l'antica Aquisgrana. Durante gli scavi in una miniera sono stati trovati i resti preistorici dell'abitazione.
Fonte: corriere.it
del 16 agosto 2006


Postato da: Storiarchea a 09:33 | link | commenti
preistoria, insediamenti, archeoeuropa, archeogermania

Archeologia, scoperte e… desiderio. I profumi di Afrodite

Sono quelli a base di rosmarino, origano, alloro, mirto, cinnamo, prezzemolo, mandorla amara, camomilla, anice, prodotti dalla più antica fabbrica di profumi (2000 a.C.) del Mediterraneo, scoperta a Cipro dall’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del Cnr. A Trevi (PG) una mostra inaugurata espone i manufatti e le essenze preistoriche.
Forse anche alle donne cipriote del 2000 a.C. bastava una goccia di profumo per andare a letto. A renderle più desiderabili erano le essenze prodotte dalla più antica fabbrica di profumi del Mediterraneo, scoperta a Cipro, l’isola di Afrodite, da un team di archeologi dell’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del Cnr, diretto da Maria Rosaria Belgiorno.
Rosmarino, origano, alloro, mirto, lavanda, cinnamo, coriandolo, prezzemolo, mandorla amara, camomilla e anice: la varietà delle essenze messe sul mercato dalla preistorica ‘ditta’ era davvero ampia per quei tempi. La ‘profumeria’ trovata nel sito di Pyrgos Mavroraki era annessa a un grande frantoio: l’olio prodotto in quantità industriali, era venduto nell’isola e nel Mediterraneo in giare da cinquecento litri, ma una buona porzione veniva destinata ai belletti ed unguenti ricavati dalla macerazione di erbe e piante.
A questo aspetto del ritrovamento è dedicata la mostra “I profumi di Cipro. Olio d’oliva e fascino dall’isola di Afrodite nel 2000. a.C”, inaugurata oggi a Trevi (PG) presso il Museo della Civiltà dell’Ulivo, che durerà fino al 12 novembre 2006.
Ampolle, attingitoi, alambicchi, vasi e profumi, presenti in mostra, ricostruiscono le fasi di questa lavorazione affidata soprattutto alle donne. I manufatti hanno lasciato tracce microscopiche degli antichi flavori, ricostruiti per questo evento dai ricercatori del Cnr sulla base delle ricette originali. I visitatori inoltre potranno ammirare un modello su scala 1:2 della fabbrica, messa a confronto con quella di Cleopatra, molto più famosa, ma di 2000 anni più tarda.
“A testimoniare il funzionamento della lavorazione presso Pyrgos”, spiega la Belgiorno, “sono cinque macine di andesite, quattro grandi bacili per la preparazione delle essenze e 14 fosse intonacate ancora colme di cenere e carboni dove si sono trovate altrettante brocche che contenevano l’olio d’oliva e le essenze in infusione. All’esterno eleganti portaprofumi attendevano di essere riempiti con imbuti di terracotta e piccoli attingitoi per il dosaggio, mentre altri vasi di pregiata fattura già contenevano le essenze di base.
Del corredo fanno parte anche grandi vasi forniti di un lungo becco laterale, la cui forma ricalca e precorre perfettamente quella della testa degli alambicchi utilizzati in periodo storico in Grecia e nel mondo arabo per l’estrazione degli olii profumati. La stessa tipologia di utensile richiama il famoso distillatore conservato nel Museo di Taxila in Pakistan, (proveniente dai primi scavi di Mohendjio Daro) e datato al III millennio a.C. Tale oggetto, riconosciuto dal prof. Paolo Rovesti nel 1975, è ritenuto il più antico sistema distillatorio nel mondo”.
Dalla preparazione si passava probabilmente alla vendita al dettaglio che avveniva nel cortile adiacente, sotto una grande tettoia sostenuta da colonne.
“La presenza di askoi, decine di vasi, bacili, tazze, portaprofumi, attingitoi, una giara e tre grandi contenitori anforoidi” continua Belgiorno “fanno pensare ad una sorta di negozio o luogo di scambio”.
Ma l’olio aromatizzato serviva anche a rendere più morbide e profumate le fibre di lana al momento della tessitura, un’altra attività che si svolgeva a Pyrgos dove aveva sede un vero e proprio complesso industriale ante litteram, dedicato inoltre alla metallurgia, alla produzione di olio, vino, farmaci e tessuti di lana e seta. La struttura appartenente a un edificio di circa 4.000 mq, fu distrutta da un terremoto che sconvolse l’isola nel 1850 a.C.
Di olio d’oliva profumato al rosmarino sono, ad esempio, imbevute alcune fuseruole usate per tessere la lana caprina e nasconderne l’odore non a tutti gradito.
L’olio era un componente base anche per i farmaci, le cui tracce sono state rinvenute in diversi contenitori, soprattutto nell’area dedicata alla lavorazione dei tessuti. Tra i ritrovamenti più interessanti, un grande bacile incrostato di resina amalgamata con oppio e vino, una ciotola con scamonea e un vasetto contenente efedrina. Nella stanza dove si lavorava il vino è stato invece trovato un pregiato askos zoomorfo che conteneva chinolina mescolata ad essenza di lavanda.
Fonte: ASN online
del 13 agosto 2006


Postato da: Storiarchea a 09:32 | link | commenti
varie, eventi

LA PIÚ ANTICA ISCRIZIONE DEL NUOVO MONDO

Washington, 14 set. (Ap) - E' stata scoperta in Messico una lastra di pietra con geroglifici olmechi che sembrerebbe essere il più antico documento scritto del nuovo mondo.

La lastra è stata scoperta vicino a San Lorenzo, nello stato di Veracruz, una delle aree dove era diffusa la civiltà precolombiana degli olmechi, che si sviluppò tra il 1200 e il 400 avanti Cristo. Non sono molte le notizie su di loro, in particolare sulla loro scomparsa. Si sa che usavano la giada, praticavano il culto del giaguaro e costruivano sculture monumentali.

L'antropologo Stephen Houston definisce la scoperta “la prima prova chiara dell'esistenza di una scrittura nel nuovo mondo”.

La tavola di pietra, che risale a 2900 anni fa, è alta 28 centimetri per 21,5, è spessa 13 ed è leggermente concava. E' stata ritrovata dagli abitanti del luogo nel 1999, ma solo l'anno scorso sono arrivati sul posto gli archeologi.

La lastra comprende 28 diversi simboli, tra i quali un insetto e un pesce ripetuti tre o quattro volte. Le piccole dimensioni della tavoletta fanno supporre che non fosse un documento pubblico, ma per uso privato.

Fonte: http://notizie.alice.it/notizie/search/index.html?filter=foglia&nsid=12041340&mod=foglia&pmk=rss

Data: 14.09.06


Postato da: Storiarchea a 09:30 | link | commenti
archeosudamerica

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