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Blog culturale di storia, cultura, archeologia, in particolare dell'età medioevale. Aggiornamenti, recensioni, notizie, scoperte... di tutto un po'...
Il fascino misterioso dell'archeologia ed il fascino misterioso del Medioevo.
L'età dei barbari, dei cavalieri, degli enigmi e delle fate.
Castelli, corti, cattedrali, guerre e crociate, vita quotidiana, amori e scoperte, musica e letteratura
Un'epoca di interminabili assedi, sanguinose battaglie, irraggiungibili dame e cavalieri senza macchia.
Tutti pensano di conoscere il Medioevo. Ma per gli storici e gli archeologi è ancor oggi un mistero ed un periodo di contraddizioni: un mondo di analfabeti, ma anche di sapienti; di superstizione, ma anche di svolte cruciali per la storia dell'Uomo, e dell'Europa in particolare.

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Roma - (Adnkronos) – “È stato l'imperatore Federico II a scoprire i mosaici di Gallia Placida a Ravenna, nel marzo 1232. Fu lo stesso Federico ad individuare la tomba dell'imperatore Potior Valens Teodosio, la tomba del Profeta Elia, e le ossa di Gallia Placida, che onorò inginocchiandosi in una messa solenne e in una omelia che la proclamava Nostra Augusta Genitrice”. A sostenerlo è la principessa archeologa Yasmin von Hohenstaufen che ne ha trovato traccia negli archivi della Fondazione dei Principi Puoti di Costantinopoli.
(Mru/Pe/Adnkronos)
CHANG-CHUN – Gli archeologi cinesi hanno scoperto un gruppo di antiche tombe a forma di piramidi, databili ad almeno 3.000 anni, nella città di Jiaohe, provincia di Jilin della Cina di nordest.
Le tombe, che interessano una superficie di 500.000 metri quadri (circa 1.000 in lunghezza e 500 di larghezza), sono state trovate grazie ad un fenomeno di erosione, che le ha esposte e rese riconoscibili. Sei delle tombe più piccole recavano pesanti tracce di erosione, tali da non offrire indicazioni sulla loro dimensione ed aspetto originali, ma la tomba più grande, situata lungo il lato sud della montagna, può essere distinta chiaramente come una figura piramidale con tre differenti livelli.
Il livello inferiore di forma quadrata misura circa 50 metri di lunghezza e 30 di larghezza, e reca una piattaforma ovale sulla parte superiore, di circa 15 metri di lunghezza e 10 di larghezza. La tomba è stata ricavata della pietra e della terra, direttamente scavata nella collina.
Al sito è stato individuato anche un sarcofago di pietra, sormontata da un coperchio di granito. Il sarcofago sembrerebbe essere appartenuto al re di un’antica tribù che risiedeva al sito, secondo gli esperti dell'istituto di Ricerca Archeologica di Jiaohe.
Le tombe fanno parte del sito culturale delle rovine di Xituanshan, che si data indietro di 3.000 anni, al periodo dell’età del bronzo della Cina. Le prime rovine erano state scavate nel Jilin in 1950.
Numerosi attrezzi per la caccia ed utensili, tra cui una lama e un'ascia di pietra, così come oggetti di bronzo e terraglie, sono stati dissotterrate dal sarcofago di pietra e dalle altre sei più tombe piccole.
La scoperta fornirà indizi importanti per lo studio degli antichi usi funerari.
Fonte: http://news.xinhuanet.com/english/2006-06/21/content_4727356.htm
Un archeologo ha scoperto che il passaggio di un tumulo sepolcrale ad Anglesey fu costruito per catturare il primo raggio di sole nel solstizio d’estate.
Steve Burrow ha dichiarato di avere esultato, nel momento in cui ha visto il sole filtrare tra gli alberi, mentre sedeva nella camera di Bryn Celli.
Ha effettuato la scoperta grazie ad un libro sugli antichi seppellimenti in Galles dal 4,000 al 3,000 a.C.
La datazione al carbonio al sito ha rivelato che potrebbe contenere il più antico edificio del Galles.
Burrow, curatore di archeologia Neolitica al Museo Nazionale del Galles, ha dichiarato di avere già visitato il sito due volte prima della scoperta.
Nel corso della seconda visita, si è detto “assolutamente esaltato” quando il sole ha iniziato a filtrare ed è entrato ad illuminare la camera, lungo il corridoio d’entrata della lunghezza di cinque metri.
“L’emozione di vedere qualche creata deliberatamente 5,000 anni or sono è stata grande” ha dichiarato.
“Sono la prima persona ad aver constatato l’evento, ed ho tentato di immortalarlo con la mia camera digitale, e con la videocamera, ma stavo saltando su e giù e l’immagine non è chiara.”
Il sito è di proprietà del Ente per il Patrimonio di Cadw, che ha in parte finanziato un programma di datazione al radio carbonio al sito.
Ulteriori esami hanno rivelato che i fori per i pali all’esterno dell’entrata della camera risalgono a 3,000 anni prima della tomba stessa.
Potrebbe trattarsi dei più antichi resti di un edificio in Galles, ha aggiunto Burrow.
Fonte: www.bbc.co.uk
Data: 18.06.06
(AGI) - Londra, 9 giu. - Enigmatici ammassi di rocce stratificate in Australia, risalenti a oltre 3,4 miliardi di anni fa, offrono la testimonianza più antica di forme di vita sul pianeta Terra: questa è la conclusione cui è giunto uno studio paleontologico, pubblicato sul numero attualmente in distribuzione della rivista scientifica Nature, svolto da un gruppo di studiosi britannici e australiani, diretti da Abigail Allwood della Macquarie University di Sydney.
Sono anni che è avviato il dibattito sulle formazioni rocciose dello Strelley Pool Chert, nella regione di Pilbara nell'Australia occidentale: tutti d'accordo sul fatto che sono stromatoliti, ma si tratta di formazioni fossili di batteri primordiali, oppure formazioni di natura puramente minerale, costituite da emanazioni idrotermali? Lo studio diretto da Abigail Allwood arriva alla conclusione che si tratta di residui di colonie microbiche, e che "la diversità, complessità e le associazioni ambientali degli stromatoliti rispecchia la presenza di organismi" viventi.
La datazione delle prime forme di vita sulla Terra è importante per comprendere se si possano trovare forme di vita estinte su altri pianeti, o qualche sua luna, del Sistema Solare.
Fonte: www.agi.it
Data: 09.06.06
Gli archeologi nella Valle dei Re dell'Egitto non speravano di trovare nient’altro che i quartieri degli antichi operai che avevano scavato per gli anni. Ma inaspettatamente hanno trovato un condotto.
Quel che giace al di sotto — la prima tomba scoperta nella Valle, da che fu trovato il re Tutankhamen nel 1922 — sarà reso noto domenica in un documentario esclusivo su Discovery Channel (consultare la guida programmi di SKY per la versione italiana NdT). Gli archeologi hanno scoperto sette sarcofagi; non vi erano mummie nei primi cinque che sono stati aperti, ma vi è stata comunque un’altra grande sorpresa.
Quando hanno esaminato uno dei sarcofagi, hanno trovato uno strato di sei cuscini, conservati quasi perfettamente per più di 3.000 anni. Almeno uno dei cuscini conteneva segni geroglifici, a comporre la scritta "la vita, la stabilità ed il potere." Ma quando la squadra li ha rimossi con attenzione, ha notato un sarcofago molto più piccolo sepolto all'interno.
Quando il direttore dello scavo Otto Schaden l’ha presa tra le mani, la luce di una torcia ha evidenziato un luccichio d’oro.
"L’applauso è nato spontaneo" racconta Anthony Geffen, produttore del documentario per Discovery Channel, presente alla scoperta il 24 maggio.
Schaden, egittologo per l'università di Memphis nel Tennessee, ha cullato la bara come fosse un bambino mentre altri sono scoppiati a piangere.
Ma cosa si trova all'interno del sarcofago placcato d’oro da 42 centimetri? Niente. Probabilmente ha contenuto "una figurina funeraria" che avrebbe rappresentato una persona nell’aldilà se il suo corpo fosse distrutto, spiega Schaden, e non la mummia di un infante. Il sarcofago d'oro è uno dei più sorprendenti manufatti mai trovato nella Valle dei Re da quando l'archeologo Howard Carter scoprì il sito funebre del re Tutankhamen più di 80 anni fa.
La tomba in cui sono stati trovati i sarcofagi si trova a circa 15 metri dalla tomba del re Tutankhamen e gli archeologi hanno scoperto maschere di protezione e terraglie all'interno di quella che si data intorno al periodo di Tutankhamen.
Mansour Boraik, responsabile per le antichità nella regione di Luxor in Egitto, ha dichiarato ai giornalisti che la tomba potrebbe appartenere alla vedova del re Tutankhamen. Gli archeologi hanno trovato un sigillo rotto nella tomba recante la debole iscrizione “PA-ATEN," che può essere il nome precedente della moglie del re.
Ma Schaden non si affretta a trarre conclusioni circa l'identità dell'abitante della tomba.
"Non ho visto abbastanza da avere risposte definitive" ha spiegato Schaden, aggiungendo che una parte di un'iscrizione può dare un'impressione falsa e che la scrittura "dovrebbe essere poco un più completo" prima che ci si possa pronunciare con previsione.
"Qualcosa che sembra importante, non deve esserlo necessariamente" ha aggiunto. Mentre tutti continuavano ad esprimere la loro sorpresa con sospiri e gridolini, alla vista del sarcofago d’oro, Schaden dice di avere cominciato a selezionare pezzi di fango che potrebbero recare nuove iscrizioni. Per lui, una delle scoperte più grandi nella tomba era "un'etichetta del vino" di ceramica degli stessi periodi e città dei vasi di vino trovati nella tomba di Tutankhamen.
Vi sono ancora dei reperti da esaminare. Due dei sarcofagi - un adulto ed un bambino – non sono ancora stati aperti.
"Tutti sperano che vi sia una mummia da qualche parte" spiega Schaden.
“Tutti vogliono trovare una mummia”.
Fonte: www.usatoday.com
Data: 03.06.06
Gli archeologi che lavorano lungo la costa sud-ovest dell'India ritengono di aver individuato il porto che fu snodo cruciale nel commercio fra l'India e l'impero romano – Muziris, nell’attuale stato di Kerala.
Per anni, gli studiosi hanno cercato questo porto quasi mitico, conosciuto ai locali come Vanchi.
Molto citato nelle fonti romane, Muziris fu un centro importante per il commercio fra Roma e l'India del sud - ma ad un tratto sembrò semplicemente sparire nel nulla.
Ora la ricerca di due archeologi - KP Shajan e V Selvakumar – individua l’antico porto presso i resti situati nella piccola città di Pattanam, sul litorale di Malabar nel sud-ovest dell'India.
"E’ la prima volta che resti simili vengono trovati su questo litorale" ha dichiarato Sharjan "e crediamo potrebbe essere Muziris."
Pattanam è l'unico luogo nella regione ad avere le caratteristiche architettoniche e materiali contemporanee al periodo di riferimento.
"Nessun altro luogo in India ha reso prove archeologiche simili" ha dichiarato la dott. Roberta Tomba, del British Museum.
"Sapevamo che era molto importante e sapevamo che se mai fossimo riusciti a trovarlo, vi sarebbero dovuti essere manufatti romani e occidentali al sito"
Fino a poco tempo fa, le migliori ipotesi sulla posizione di Muziris si concentravano sulla foce del fiume di Periyar, presso un luogo denominato Kodungallor - ma ora le prove suggeriscono che una più piccola città vicina, Pattanam, corrisponde alla posizione reale.
Il DRS Shajan e Selvakumar, a contatto con locali in maniera regolare per tutto il tempo dei lavori, hanno sentito gli anziani ricordare del ritrovamento di perle di vetro e cocci di ceramica, specie dopo le piogge. Indubbiamente, molti pezzi di anfore provenivano dal Mediterraneo – elemento chiave per indicare Pattanam come il luogo in cui una volta si trovava Muziris.
"Queste anfore sono assolutamente comuni" ha dichiarato il Dott Shajan. "Abbiamo centinaia di cocci di terraglie mediterranee."
Muziris divenne importante per l'interesse dei romani nel commercio e per la loro necessità di creare sempre nuovi punti di contatto con regioni oltre i soliti itinerari commerciali per la conquista di nuovi territori.
"L'India ha sempre esercitato un particolare fascino sui Romani, già dal tempo di Alessandro il Grande" ha dichiarato il dott. Tomba.
"Alessandro fu un modello per gli imperatori romani successivi ed il fatto che fosse stato in India e raccontasse cose fantastiche della gente e dei prodotti che vi aveva trovato, accrebbero il desiderio romano di continuare l’esplorazione e la conquista."
Quel che è noto, da un documento del I secolo, è che il porto era "particolarmente importante per commercio."
Indizi sulla sua localizzazione sono presenti in testi indiani antichi. Il professor Rajan Gerta, dall'università di Mahatma Gandhi nel Kerala, ad esempio spiega che ci sono molti riferimenti "alle navi che vengono con l'oro e tornano indietro con l’oro nero- pepe".
"Le navi tornavano indietro con carichi interi di pepe e varie spezie aromatiche, raccolte dalle foreste" ha aggiunto.
I commercianti di provenienze differenti operavano nel porto e ci sono numerosi ritrovamenti indiani risalenti a quel tempo, così come romani.
Nel 1983, una gran quantità di monete romane fu trovata a circa sei miglia da Pattanam.
Tuttavia, seppure Muziris sia stato individuato, rimane il mistero della sua sparizione improvvisa.
Il dott. Tomba ha ricordato che si è sempre presunto che il flusso commerciale tra Roma e l'India sia durato dal I secolo a.C. alla fine del I secolo d.C., ma vi sono crescenti evidenze che questo commercio continuò molto più a lungo fino al VI e anche inizio VII secolo - anche se non necessariamente in modo continuativo.
"Non abbiamo ancora del tutto chiaro quanto a lungo sia stato utilizzato il porto di Muziris e più prove riusciremo a derivare dai manufatti, più chiaro sarà il quadro" ha aggiunto.
"Quel che è interessante è che nel VI secolo, un autore greco, che scrive dell'Oceano Indiano, riporta che il litorale di Malabar aveva ancora un centro prospero per l'esportazione di pepe - ma non accenna Muziris."
Fonte: www.bbc.co.uk
Data: 11.06.06
L'Italia ha la sua “Prima madre”: la statuina è stata trovata a vicino Parma all'interno di una sepoltura neolitica ed ha circa 7mila anni.
È alta 20 centimetri, ha volto ovale, gli occhi a fessura ed il naso prominente, capelli lunghi, soprattutto nella parte posteriore, il busto esile dal quale si staccano le braccia piegate ad angolo retto all'altezza del gomito. La prima madre italiana, rinvenuta a Vicofertile, è la più grande tra quelle finora conosciute nel Mediterraneo.
©ansa
Fonte: www.ansa.it
Data: 06.06.06
ROMA - Una tomba risalente al X secolo a.C. è stata scoperta questo pomeriggio durante scavi archeologici in corso nell'area del Foro di Cesare, nei Fori Imperiali. Nella tomba sono custoditi i resti ben conservati dello scheletro di una donna, dell'apparente età di 30 anni.
”Il nuovo ritrovamento è l'ulteriore conferma - ha commentato l'assessore capitolino alla cultura, Gianni Borgna - che questa zona era abitata ancor prima della nascita di Roma, che già nel X secolo a.C. qui c'erano abitazioni, capanne, vita. Ora proseguiremo il lavoro di documentazione”. Gli scavi sono condotti dalla sovrintendenza comunale in collaborazione con la soprintendenza archeologica di Roma.
©ansa.it
Fonte: www.ansa.it
Data: 29.05.06
Medioevo nel Parco
Quarta Edizione
Un’iniziativa dell’Associazione Culturale Italia Medievale
Parco Nord Milano (Via Clerici ang. V.le Fulvio Testi)
Venerdi 9 - Sabato 10 - Domenica 11 giugno 2006
Immerso nel verde del Parco Nord Milano avrà luogo il 9-10-11 giugno 2006 l’evento Medioevo nel Parco, giunto quest’anno alla sua quarta edizione.
Forte del crescente successo di pubblico (oltre 15.000 spettatori nel 2005 secondo stime della direzione del Parco Nord), si candida ad essere il più grande e importante raduno di gruppi storici medievali del nord Italia.
Contraddistinto non solo dalla quantità di gruppi partecipanti, ma, soprattutto, dalla qualità delle loro proposte, Medioevo nel Parco offre uno spaccato di vita medievale nel quale trovano posto tutte le principali figure dell’epoca compresa tra XI e XIV secolo. Con meticolosa cura sono ricostruiti accampamenti d’arme, botteghe artigiane, quadri di vita quotidiana, arti e mestieri grazie ai quali il pubblico può riscoprire usi e costumi, materiali e tecniche,
Un grande laboratorio didattico e interattivo dove incontrare lo speziale e il cerusico, i falconieri e i fabbri, il mastro cartaio, l’arcaiolo, la tessitrice e i tintori, il notaio e l’amanuense, i monaci e i chierici.
Senza soluzione di continuità il pubblico potrà passare dallo spettacolo ai duelli, dalle conferenze ai corsi pratici, dalle proiezioni al multimediale, dalle mostre ai banchi di lavoro.
Potrà immergersi nelle atmosfere e nel fascino di un Medioevo tutt’altro che oscuro e barbaro, scoprendo un’Italia ricchissima di testimonianze d’arte e cultura, di tradizioni e di superbe prelibatezze gastronomiche che, vincendo l’incuria del tempo e degli uomini, sono giunte sino ai giorni nostri.
Potrà assaporare tipiche bevande medievali, quali l’ippocrasso, l’idromele, il vino speziato e gustare pietanze dolci e salate.
Particolare attenzione sarà rivolta al pubblico dei più giovani, con animazioni, dimostrazioni e giochi per i bamabini.
Si comincia venerdì 9 giugno 2006 alle ore 19,00 e la serata prevede proiezioni di documentari e film sul Medioevo. Si prosegue sabato 10 dalle ore 15,00 con l’apertura dell’accampamento e del borgo artigiano, mentre domenica 11 l’attività si svilupperà ininterrottamente dalle 10,00 fino alle 23,00.
Di particolare interessa la presentazione del libro di Andrea Pamparana "Benedetto padre di molti popoli" in programma sabato 10 giugno 2006 alle ore 17.00.
Partecipano alla quarta edizione di Medioevo nel Parco:
Gruppi di rievocazione:
Milizie Comunali Milanesi
Vita Antiqua
Milizia del Quartiere di San Giovanni
Milites Silvarum
Compagnia di Chiaravalle
Balestrieri Indipendenti
Associazione Rievocazioni Storiche Lecco
La Compagnia Bianca
Flos et Leo
Ordine del Leone
Ordine del Basilisco
Compania de le Quatr’arme
Contrada La Torre
Ordo Chimerae
Compagnia del Pugnale e della Spada
Compagnia del Quadrifoglio
Compagnia dei Viandanti
Legio Felix (Tavoli di Wargame)
Artigiani
Emporium Athestinum
Scripta Vana
Mastrenrico
Signori Tipici d’Eccellenza
Cartiera Artigiana Fabriano
Kerriawen
Valeria Saggese Arceria
Mercanti del Tempo
Araldica
Istorica
Lorenza Soldà
Grazie dell'attenzione, cordiali saluti
maurizio calì
Associazione Culturale Italia Medievale
http://www.italiamedievale.org
http://medievale.splinder.com
http://italiamedievale.splinder.com
info@italiamedievale.org
cell: 333 5818048
tel: 02 45329840
fax: 02 99984796
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