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Blog culturale di storia, cultura, archeologia, in particolare dell'età medioevale. Aggiornamenti, recensioni, notizie, scoperte... di tutto un po'...
Il fascino misterioso dell'archeologia ed il fascino misterioso del Medioevo.
L'età dei barbari, dei cavalieri, degli enigmi e delle fate.
Castelli, corti, cattedrali, guerre e crociate, vita quotidiana, amori e scoperte, musica e letteratura
Un'epoca di interminabili assedi, sanguinose battaglie, irraggiungibili dame e cavalieri senza macchia.
Tutti pensano di conoscere il Medioevo. Ma per gli storici e gli archeologi è ancor oggi un mistero ed un periodo di contraddizioni: un mondo di analfabeti, ma anche di sapienti; di superstizione, ma anche di svolte cruciali per la storia dell'Uomo, e dell'Europa in particolare.

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Per la prima volta, ricercatori della Stanford University hanno utilizzato un innovativo modello statistico informatico per simulare i processi demografici che interessarono la popolazione della Toscana attraverso un periodo di 2,500 anni. Le prove rigorose usate dai ricercatori hanno escluso il collegamento genetico fra gli antichi Etruschi, primi abitanti dell'Italia centrale, ed i moderni residenti nella regione. I risultati suggeriscono che qualcosa eliminò improvvisamente gli Etruschi o che il gruppo rappresentò un'elite sociale che aveva poco in comune con il popolo degli antenati dei Toscani di oggi, ha dichiarato Joanna Mountain, assistente di scienze antropologiche. “Siamo spesso portati a sposare la spiegazione più semplice.” ha dichiarato. “Così, quando troviamo resti umani archeologici in una zona particolare, la spiegazione più semplice è che si tratti degli antenati di chiunque si trovi ancora a vivere là. Ma quanto spesso è anche possibile dimostrarlo? Molto raramente.”
Fonte: www.eurekalert.org
Teheran – Scavi archeologici e studi geofisici condotti da un team congiunto iraniano-francese nella provincia di Fars, hanno condotto alla scoperta di un canale d’irrigazione appartenuto all’era Achemenide (648-330 a.C.) in un’area compresa tra la Persepoli e la città di Estakhr nella provincia di Fars. Il canale sembra essere stato costruito con elementi naturali. Dove la roccia della collina ostruiva il passaggio, gli antichi costruttori la erosero e scavarono, usando i detriti per realizzare il percorso del canale al fine di dirigere le acque del fiume Polvar (Sivand) alla Piana del Marvdasht, dove si trova l’antico palazzo della Persepoli.
Lo scorso anno erano stati scoperti i resti di un altro canale d’irrigazione, usato per portare l’acqua al palazzo. Il nuovo canale è comunque più lungo del precedente, misurando 4 km di lunghezza, ed è considerato inoltre piuttosto lungo, date le limitate risorse del tempo in cui fu costruito. Il canale inizia dal Fiume Polvar con una brusca discesa e procede alla volta della Persepoli.
Gli scavi archeologici nella Piana di Marvdasht nella Provincia di Fars sono attualmente in corso, per opera di un team congiunto iraniano-francese. Si sta procedendo inoltre alla stesura di una mappa geofisica che consentirà agli archeologi di acquisire familiarità con l’area presso la Persepoli. Lo scorso anno il team aveva scoperto alcuni aree di residenziali appartenenti all’era Achemenide in questa regione. La scoperta di una grande diga risalente allo stesso periodo è stata uno dei grandi successi del team di archeologi e storici dell’area.
Fonte: http://www.chn.ir/en
Data: 25.05.06
TOKYO - Il popolo precolombiano dei Nazca, che tracciò sul suolo immense e misteriose figurazioni discernibili solo dall'alto, fu attivo su una superficie più vasta di quanto ritenuto finora. Lo ha detto oggi un gruppo di studiosi giapponesi nell'annunciare di avere scoperto in Perù un centinaio di nuovi geoglifi sugli altipiani meridionali che furono popolati dai Nazca fra il sesto secolo prima e il sesto secolo dopo Cristo.
La scoperta, secondo il professor Masato Sakai dell'università di Yamagata, è stata fatta analizzando alcune foto scattate da satelliti commerciali americani e confrontandole sul terreno. Le figure geometriche che è stato così possibile ricostruire appaiono simili a quelle già note ma sono situate più a sud: gli studiosi ritengono che avessero con tutta probabilità un significato propiziatorio per i raccolti agricoli.
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Gerusalemme, a quanto pare, era un luogo piuttosto frequentato in tempi preistorici.
Gli archeologi hanno trovato un’ampia concentrazione di utensili di pietra lungo il confine sud-orientale della città che fu abitato dagli uomini preistorici centinaia di migliaia di anni or sono, ha annunciato l’Autorità per le Antichità Egiziane.
I reperti sono stati scoperti durante una supervisione archeologica di routine ad un sito di costruzione presso Kibbutz Ramat Rachel.
Uno scavo successivo condotto al sito, ha portato alla scoperta di centinaia di manufatti simili, che gli archeologi hanno datato al Medio Paleolitico, da 50,000 a 200,000 anni or sono.
“E’ logico assumere che gli uomini in questo periodo si mantenessero cacciando animali e raccogliendo piante selvatiche; che non fossero stanziali, ma piuttosto vagassero da un luogo all’altro alla ricerca di risorse importanti come cibo e acqua” hanno spiegato gli archeologi.
Nonostante la ricca storia di Gerusalemme sia immersa nell’archeologia dai tempi biblici in avanti, gli archeologi avevano trovato in precedenza solo due altri siti nella città – presso il Monte Scopus e sulla Emek Refaim Street – databili ad un periodo così remoto.
Gli archeologi brasiliani hanno trovato un’antica struttura di pietra in un angolo remoto dell’Amazzonia, che potrebbe illuminare l’oscuro passato della regione.
Il sito, ritenuto un osservatorio, o un luogo di venerazione, predata la colonizzazione da parte degli Europei e si dice suggerisca una sofisticata conoscenza dell’astronomia.
Per la disposizione delle pietre è stato accostato al sito inglese di Stonehenge.
Si era sempre creduto che, fino all’avvento degli Europei, l’Amazzonia non avesse ospitato società avanzate.
Gli archeologi hanno effettuato la scoperta nello stato di Amapa, nell’estremità nord del Brasile. Un totale di 127 grossi blocchi di pietra sono stati trovati conficcati nel terreno sulla cima di una collina.
Ben preservati, e ciascuno del peso di diverse tonnellate, le pietre sono sistemate in posizione eretta e regolarmente distanziate.
Non è ancora dato sapere quando la struttura fu costruita, ma i frammenti di ceramiche degli indigeni trovati al sito si ritiene risalgano a 2,000 anni or sono.
Quel che ha impressionato i ricercatori è la precisione della costruzione. Le pietre sembrano essere state disposte per aiutare ad indicare il solstizio d’inverno, quando il sole si trova nel suo punto più basso nel cielo. Si pensa che gli antichi popoli dell’Amazzonia usassero le stelle e le fasi della luna per determinare i cicli del raccolto. Nonostante la scoperta ad Amapa sia stata paragonata a Stonehenge, l’antico circolo di pietre nel sud dell’Inghilterra è considerevolmente precedente: si stima sia stato eretto tra il 3,000 ed il 1,600 a.C.
Gli archeologi che esploravano una delle più antiche catacombe romane, hanno ritrovato con sorpresa pile ordinate di più di 1,000 scheletri, vestiti in abiti eleganti.
La macabra scoperta è emersa quando un team di storici e archeologi è riuscito a farsi strada attraverso il complesso intreccio di camere funerarie sotterranee, che si estende per miglia sotto la città.
La tomba, datata al I secolo d.C., sarebbe il primo esemplare conosciuto di “fossa comune”.
Gli archeologi non sono stati in grado di spiegare perché così tanti romani apparentemente di alto rango – che venivano dunque normalmente cremati – siano stati seppelliti nello stesso spazio, apparentemente nello stesso momento.
Esami di medicina legale sono stati condotti per tentare di stabilire se i romani abbiano sofferto morti violente, o siano stati vittime di disastri epidemici o naturali non documentati.
Vi sono dozzine di catacombe sotto l’antica città, alcune databili a circa 2,000 anni or sono, molte usate come siti sepolcrali per i primi cristiani, altre come luoghi segreti di adorazione per evitare le persecuzioni.
La Commissione Pontificia per l’Archeologia Sacra del Vaticano sovrintende gli scavi. L’ispettore capo per le catacombe, Raffaella Giuliani, ha dichiarato: “Si tratta dei primi esempi di simili seppellimenti di massa. Di solito al massimo due o tre corpi venivano collocati in fosse scavate nella roccia viva delle catacombe, ma in questo caso abbiamo trovato molte camere piene di scheletri.
“Sono stati disposti l’uno sull’altro e non in maniera disordinata. Sono stati seppelliti accuratamente, con dignità, ma la domanda è: perché così tanti tutti insieme?”
Gli scheletri indossavano abiti raffinati, molti con trame dorate, ed avvolti in lenzuola coperti con calce, come comune nei primi seppellimenti cristiani.
La scoperta è stata effettuata presso la Catacomba dei SS Pietro e Marcellino lungo l’antica Via Labicana, nella parte sud-est della città.
La Giuliani ha dichiarato che non vi sono segni evidenti che la morte sia avvenuta per cause violente. “Stiamo tentando di stabilire se morirono a seguito di un’epidemia o di qualche calamità naturale.
E’ possibile che siano stati perseguitati e uccisi dai romani e quindi seppelliti là dai seguaci cristiani – ma non possiamo dirlo con sicurezza.
Il Vaticano presenterà ufficialmente la scoperta il mese prossimo, insieme agli ufficiali dell’Università di Bordeaux che sono stati coinvolti negli scavi.
Data: 22.05.06
Un team di archeologi egiziani ha individuato una città romana sommersa sulle coste del Mediterraneo a 35 km ad est del canale di Suez. Secondo quanto annunciato dal capo del dipartimento di archeologia Hawass, gli scavi hanno riportato alla luce palazzi, bagni, monete, vasellame di bronzo e di terracotta e le rovine di una fortezza romana che risalgono al periodo che va dal 30 a.C al 337 d.C. Gli archeologi hanno trovato anche quattro ponti che portano ad un castello sommerso.
fonte: ANSA
POMEZIA – Gli archeologi hanno scoperto una villa sul mare, risalente al II secolo, ove si ritiene che due importanti senatori dell’antica Roma trascorressero le loro vacanze estive.
I resti della lussuosa residenza sono tornati alla luce a Torvaianica, una località costiera a sud di Roma, quando il consiglio locale ha iniziato delle operazioni di scavo per un nuovo sistema di canali di scolo.
Gli storici sapevano da alcune fonti scritte che la villa di Titus Flavius Claudianus e di Titus Flavius Sallustius si dovesse trovare da qualche parte nell’area, ma la posizione precisa era stata a lungo dimenticata.
I due senatori appartenevano ad una dinastia imperiale e, come previsto dal loro rango, la villa fu costruita senza badare a spese. Copre circa un ettaro ed include un’ampia area destinata ad attività ricreative, con un gymnasium, bagni caldi e freddi e varie pozze in cui nuotare.
“Stiamo scoprendo un vasto complesso, nel quale abbiamo già trovato molti tipi di vasi o ceramiche che saranno portate via per essere catalogate” ha dichiarato l’archeologo Filippo Avilia.
Gli esperti notano che la nuova scoperta diverrà col tempo un’attrazione turistica per l’area, che si trova già scolpita nel mito e nella leggenda. Secondo il poeta latino Virgilio, l’eroe troiano Enea sbarcò lungo la strada che conduce all’antico insediamento di Lavinium, dopo aver lasciato la sua città, saccheggiata dai Greci. Si dice che i suoi discendenti abbiano fondato la città di Roma e un antico monumento all’eroe può ancora essere visto presso Lavinio, la città moderna al sito dell’antica Lavinium.
(ANSA) - PARIGI, 26 APR - I resti di una via romana e di quattro abitazioni dell'antica Lutezia sono stati trovati in pieno centro di Parigi . L'annuncio è stato dato dagli studiosi dell'Istituto nazionale delle ricerche archeologiche preventive (Irep). Il cantiere ha portato alla luce una via di 6 metri con i marciapiedi e quattro case costruite in epoche diverse. Le più antiche risalgono al I secolo d.C. In una abitazione sono state rinvenute terme private.
WASHINGTON (Reuters) - Frustrata dalla scarsa qualità dei molti siti Internet che trattano di antico Egitto, una professoressa dell'Università di California ha deciso di creare una grande enciclopedia in rete dedicata solamente all'egittologia. Willemina Wendrich, docente di archeologia egiziana, è rimasta sbigottita dopo aver scoperto che la migliore fonte di informazioni sulla sua materia, un'enciclopedia in lingua tedesca composta da sette volumi, era rimasta sempre meno aggiornata a causa dei costi proibitivi degli aggiornamenti. Nel frattempo i suoi studenti dell'Università di California di Los Angeles incontravano difficoltà nel fare ricerche in Internet per gli esami. "Il Web è pieno di informazioni fantastiche e anche di molte informazioni inattendibili", ha detto ieri in un'intervista telefonica per Reuters.
L'enciclopedia di egittologia UCLA, che sarà disponibile in rete nel 2008, sarà rivista e aggiornata costantemente quando ci saranno nuove scoperte, ha detto Wendrich.
Una versione in formato Pdf sarà disponibile gratuitamente per chiunque usi il Web, mentre una seconda versione, con una funzione di ricerca migliore e un numero maggiore di elementi grafici, potrà essere richiesta solo dopo l'iscrizione. "Lo sto facendo perché ritengo che ce ne sia bisogno", ha detto l'autrice.
Ad ogni modo la gente che ha accesso alla rete dall'Egitto potrà usare entrambe le versioni gratuitamente. La professoressa spera di avere una grossa parte del sito tradotta in lingua araba.
"Penso che sia importante che la gente si renda conto che tutto il materiale con cui lavoriamo viene dall'Egitto e la gente in Egitto parla arabo. Sono veramente sorpresa che nessuno ci abbia pensato prima", ha dichiarato Wendrich.
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