Cultura Storia Archeologia Medioevo
Blog culturale di storia, cultura, archeologia, in particolare dell'età medioevale. Aggiornamenti, recensioni, notizie, scoperte... di tutto un po'...
Il fascino misterioso dell'archeologia ed il fascino misterioso del Medioevo.
L'età dei barbari, dei cavalieri, degli enigmi e delle fate.
Castelli, corti, cattedrali, guerre e crociate, vita quotidiana, amori e scoperte, musica e letteratura
Un'epoca di interminabili assedi, sanguinose battaglie, irraggiungibili dame e cavalieri senza macchia.
Tutti pensano di conoscere il Medioevo. Ma per gli storici e gli archeologi è ancor oggi un mistero ed un periodo di contraddizioni: un mondo di analfabeti, ma anche di sapienti; di superstizione, ma anche di svolte cruciali per la storia dell'Uomo, e dell'Europa in particolare.

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di Fabrizio Rognone gentilmente concesso da www.assmizar.org
Esistono nei cataloghi di anatomia umana e di antropologia nonché nell'ambito dell'archeologia di frontiera descrizioni di ossa, specialmente craniali, che differiscono notevolmente dalla norma. Per alcune di esse si è fatto richiamo alla vastissima patologia dello scheletro umano, per altre alla pratica della deformazione rituale, come i piedi delle geishe, in Giappone...
.
o per la
fasciatura rituale del cranio dei neonati per favorirne lo
sviluppo secondo canoni estetici e religiosi rispetto ad un
modello che non e stato ancora definito precisamente ma
sicuramente associato ad un grande cranio
allungato o dolicocefalico.
Questultimo tipo di pratica sembrerebbe diffusa in molti luoghi della Terra anche molto lontani fra loro ed in merito ritengo che ci sia un certo rischio nella deformazione sostanziale di un cranio infantile mediante la fasciatura cosiddetta rituale.
(Figura 1:un chiaro esempio di allungamento cranico in un teschio trovato a Paracas)
La mia obiezione sorge constatando che e necessario sia esercitare una discreta pressione esterna sul segmento osseo per ottenere la deformazione sia mantenerla per un lungo periodo di tempo, probabilmente degli anni.
Tutti conosciamo la delicatezza della cute di un bimbo o ancor piu di un neonato; questo tipo di pressioni applicate al cuoio capelluto per deformare il tavolato osseo sottostante provocherebbe, come conseguenza, uno stato ischemico cronico locale della cute con linsorgenza di una piaga in tutto simile a quelle da decubito.
Questo tipo di lesioni sarebbero state molto rischiose per la vita del neonato poiché avrebbero causato uninfezione locale e delle delicatissime strutture vicine, come lencefalo o le meningi, difficilmente risolvibile per la presumibile indisponibilita di antibiotici per curare linfezione stessa.
Per rendere verosimile una tale teoria si dovrebbe ipotizzare che questo tipo di pratica prevedesse il sacrificio della salute di un certo numero di bambini per ottenerne alcuni con la testa molto allungata.
Per tale ragione ritengo che tale pratica non fosse molto diffusa e sono ragionevolmente propenso anche a ipotizzare lesistenza, in passato, di un raro tipo di uomo che avesse un cranio piu allungato e capiente dei suoi coinquilini terrestri di tipo sapiens.
In questottica recentemente il dott. Forgione, direttore del mensile Hera, ha pubblicato un bellissimo articolo sulla scoperta di alcuni crani anomali nelle cantine del museo Antropologico di Malta.
Di essi e in particolare di quello mostrato nelle foto, viene subito notata la forma molto allungata e le dimensioni maggiori del cranio umano normale.
Altra anomalia e data dalla apparente assenza della scissura cranica sagittale. Il fenomeno potrebbe essere associato a vari tipi di patologia delle ossa del cranio, in particolare alla scafocefalia. Nella tabella schematica riportata nella pagina seguente si possono vedere un cranio normale, del quale vengono indicate le ossa e le suture e crani che evidenziano alcune patologie.
Rimane il dubbio sulla apparente armonicita anatomica dei reperti e ritengo che una piu attenta analisi di questi crani potrebbe essere utile per indicare lorigine di tali anomalie.
Piu vicini alla possibilita di un altro tipo di uomo sono i reperti di Merida e Ica con il ritrovamento di alcuni crani decisamente anomali e studiati magistralmente dai professori Robert Connolly e Lumir Janku.
Tali reperti sono stati e sono oggetto di una furiosa bagarre scientifica e mostrano crani anomali per la loro forma e per la capacita volumetrica della scatola cranica.
Alcuni ricercatori ipotizzano che la morfologia di questi crani sia da mettere in relazione alla famosa fasciatura rituale.
Personalmente tendo a ripudiare tale ipotesi; la fasciatura rituale , se riesce, determina una deformazione del cranio in alcuni suoi diametri, mantenendo pero inalterato il rapporto fra essi in relazione al volume della scatola cranica. Insomma la fasciatura rituale deforma il cranio ma non ne aumenta la capacita volumetrica.
Questi crani potevano ospitare cervelli fino a 2000 ml e oltre, sono appartenuti a esemplari maturi, sani, di persone divenute adulte e decedute per ragioni apparentemente naturali.
Mediante i potentissimi mezzi offerti dai programmi di ritocco fotografico e morphing, disponibili attualmente, ho effettuato una ricostruzione delle fattezze del viso e della testa di uno di questi esemplari di uomo che verosimilmente tanto hanno influenzato il concetto estetico dellantichita per cio che riguarda laspetto del viso umano.
Lesperimento e stato eseguito modificando la forma della testa di una sapiens secondo le proporzioni craniche di uno dei reperti in oggetto, raffigurato in basso a sinistra.Il risultato ottenuto e molto interessante.
Si segnala la presenza di grandi occhi, risultato della maggiore ampiezza del forame orbitario di quei crani, una fronte sfuggente che si prolunga in un naso piu lungo, il mento piu prominente per la presenza di una mascella piu sviluppata e cosi via. Tutto e stato rapportato in modo preciso alla morfologia dei crani in oggetto.
Linsieme e straordinariamente armonico e una simile creatura, a meno che non presentasse una cute verde e squamosa, sarebbe stata sicuramente reputata bella o perlomeno interessante anche al giorno doggi.
Il pensiero va alle teste di principesse del periodo amarniano della storia dellantico Egitto.
Ma ancor piu interessante e il raffronto iconografico con le fattezze del faraone Akhenaton della XVIII dinastia.
(Figura 2 sinistra: uno
dei crani trovati da Shapiro e conservati al museo Archeologico
di Lima, in Perù)
In esse sembra sicuramente lecito riconoscere le fattezze del modello elettronico creato sulle dimensioni dei crani peruviani esposto nella figura di questo articolo.
Stessa fronte sfuggente , stesso cranio allungato e piu voluminoso che di norma.
Akhenaton e stato il nonno di Tutankhamon e anche in esso e possibile riconoscere questi tratti somatici, anche se molto mitigati, in alcune raffigurazioni in pietra. Cosa nascondevano sotto le sontuose tiare questi formidabili uomini?
Uomini che hanno sovvertito lordine religioso del tempo, cambiando la sede della capitale, riconoscendo e imponendo il monoteismo.
Nascondevano forse un cranio anomalo? E perche liconografia classica dellantico Egitto mostra re e sacerdoti con questi copricapo che probabilmente mimavano un cranio anomalo come segno di regalita o superiorita di casta o sacerdozio.
E perche le donne si truccavano gli occhi allungandone e ingrandendone la forma ?
Una limitata e obbligatoriamente superficiale analisi comparativa, da me effettuata, con la morfologia del cranio umano comune e la morfologia del cranio di Tutankhamon ha messo in evidenza alcune verosimili anomalie.
1) non e possibile evidenziare con certezza la presenza della Sella Turcica che, nelluomo normale, e una entita anatomica della superficie interna del cranio, una sorta di nicchia indovata nelle ossa del massiccio facciale e che serve a contenere la ghiandola ipofisaria e probabilmente a proteggerla da traumatismi.
Nella patologia umana un tale fenomeno prevede una origine malformativa o la presenza di un tumore ipofisario che ingrandendosi progressivamente in questo spazio ne erode le pareti slargandole fino alla loro scomparsa. Questo e un segno radiologico sicuro di neoplasia ipofisaria.
Nel cranio di Tutankhamon e abbastanza visibile tale anomalia e sarebbe interessante poter verificare se tale aspetto e stato segnalato nella letteratura scientifica. Il tumore ipofisario piu comune e ladenoma che e un tumore benigno generalmente associato a disfunzioni ormonali gravi che prevedono anche lAcromegalia che consiste , fra laltro, in un allungamento delle ossa piatte e loro ispessimento come la mascella che diviene ipertrofica o lispessimento delle ossa della volta cranica. In questo RX tali anomalie non sono evidenti e lasciano aperto il campo alle ipotesi.
Altra anomalia riscontrata in questo RX e una accentuata dolicocefalia, cranio allungato in senso anteroposteriore, senza diminuzione dei restanti diametri cranici.La conseguenza e un aumento del volume cranico fino a 1600-1750 ml contro i 1300-1400 del cranio umano normale. Escludendo per ragioni di spazio, ma rimandando largomento in un secondo eventuale articolo, lesistenza di crani o scheletri completi che suggeriscono una loro origine ancora piu misteriosa, concluderei facendo alcune considerazioni personali.
1) e possibile che in passato siano coesistiti sulla terra due tipi di uomini, lHomo Sapiens Sapiens e luomo macrocefalico.
2) Alluomo macrocefalico e stata attribuita una natura superiore e probabilmente benevola, venerata e riprodotta nei tratti somatici, attraverso labbigliamento e la deformazione rituale del cranio in quei soggetti che piu rappresentavano lautorita e il sacro.
3) Anche attualmente nelle gerarchie piu elevate e duso indossare copricapo che mimano questo aspetto anatomico come a voler continuare lassociazione tra autorita benevola e guida spirituale e la presenza di una testa grande e allungata.
4) E possibile che questi antichissimi e scomparsi esseri siano stati gli ultimi di una grande razza decaduta e probabilmente cultural-mente molto avanzata, una razza caratterizzata da un alto senso morale che li ha spinti a governare e a consigliare, fino alla loro fine, lumanità primitiva di quei tempi e, in tale ottica, ad indirizzarla verso il progresso.
5) Potrebbe essere verosimile la possibilita di incrocio di tali esseri con i Sapiens con, come conseguenza, una rarefazione dei tratti somatici piu appariscenti del loro volto con il passare delle generazioni, con un meccanismo genetico puramente mendeliano.
Rimane aperto il campo delle ipotesi sulla loro origine e sulle vicende che li hanno portati ad abitare il nostro pianeta, a decadere e ad estinguersi nel lontanissimo passato appartenuto al primo regno degli shemsu hor o al mitico tempo di Tubalkhain, Thoth-Ermete o
AFANC
(o anche ADDANC o AVANC)
(Paesi celtici). Dietro questo nome vengono tramandate diverse
tradizioni mitiche. Nel Galles l'Afanc è un misterioso
mostro acquatico che si dice vivesse nello stagno chiamato Llyn
Yr Afanc, sul fiume Conwy. Secondo alcuni si trattava di una
sorta di gigantesco castoro (tale è il significato di afanc
nel dialetto locale) o di un coccodrillo. Lo stagno in cui viveva
il mostro era in realtà una specie di gorgo che risucchiava al
centro chiunque cadesse in acqua; in un simile luttuoso
frangente, la scomparsa dello sventurato veniva attribuita
all'inghiottimento da parte dell'Afanc.
Secondo una curiosa tradizione del XVII secolo l'Afanc,
come l'Unicorno, poteva essere catturato solo con l'aiuto di una
vergine, sul cui grembo il mostro si sarebbe addormentato senza
scampo. In almeno un caso, tuttavia, questo trucco non funzionò
a dovere: si dice che il mostro, già debitamente incatenato e
trascinato via con l'aiuto di una coppia di buoi, si svegliasse
improvvisamente e tentasse di ritornare nel fiume, strappando di
netto il seno della fanciulla, che stringeva tra gli artigli.
Tra i celti continentali l'Afanc, chiamato Avank,
era sempre un mostro acquatico, ma abitava nel mare, in grotte
nelle quali si trovano dei tesori, di cui la creatura era il
feroce guardiano. In genere si dissimulava tra le grosse
stalattiti o stalagmiti e di lì colpiva chiunque si avvicinasse
per trafugare il tesoro, avvelenandolo.
Esistono tuttavia nelle leggende tracce di un suo ruolo di ordine
cosmico, che testimoniano dell'antichità di questo mito.
Si narra infatti che fu l'Avank a causare il diluvio
primordiale, rompendo le dighe costruite all'inizio dei tempi dal
dio Hu-Gadarn per separare le terre dal mare. Quando il diluvio
giunse al termine, il dio Hu trascinò il mostro a forza fuori
dal mare, servendosi di due buoi (ne resta ancora traccia nella
leggenda della vergine narrata poco sopra), uno dei quali però
morì di fatica, e l'altro, subito dopo, di dispiacere per la
morte del compagno.
Lecouteux opina che gli Afanc fossero una razza di
antichi esseri fatati di origine acquatica, di dimensioni
minuscole.
A sostegno di questa tesi porta delle analogie lessicali tra afanc,
l'irlandese abacc (= nano), ed il gallese afon
(= fiume).
ACIPENSER
Strano pesce le cui squame sono dirette in senso
contrario a quello usuale e quindi gli impediscono di nuotare
controcorrente.
ACHLIS
(o anche MACLI o ALCHE)
Secondo Plinio il Vecchio (VII, 16) questo animale, che nasce in
Scandinavia, è "poco differente dall'alce, ma non può
piegare i garretti, e quindi non si corica, ma dorme appoggiato
ad un albero; segando l'albero lo si può cogliere di sorpresa,
altrimenti no, perché è di una velocità portentosa. Ha il
labbro superiore molto sviluppato: così gli è necessario
brucare camminando all'indietro, per evitare di distorcersi il
labbro procedendo in avanti".
La medesima storia viene anche ripetuta da Leonardo da Vinci;
nonostante i distinguo di Plinio, l'animale è da
identificarsi con l'alce, sia pur arricchito di tratti fantastici.
AATXE
(Paesi Baschi). E' il "giovane toro", spirito
maligno che generalmente si presenta sotto le spoglie di toro, ma
che può anche assumere aspetto umano. Vive confinato in una
caverna, dalla quale esce solo nelle notti di tempesta.
Con questo post inauguro una nuova sezione, dedicata ai "mostri", sulla pista delle creature fantastiche della civiltà occidentale in generale, con riferimenti specifici ai singoli popoli antichi e non, come Latini, Greci, Scandinavi, ecc., dalla strana fauna dei bestiari medioevali al mostro di Loch Ness; dai Popoli Mostruosi di Alessandro Magno alla Fata Morgana; dai nordici Trolls al lucano Zirulicchio.
AAPKAL
(Belgio). Pesce fantastico che si cattura, secondo i
pescatori belgi, nei mari dell'Islanda. E' lungo una trentina di
centimetri, ha una testa simile a quella umana, coperta di
filamenti analoghi ai capelli, e possiede anche due mani umane.
Si dice che lo si conservi secco, fatto, questo, che induce a
pensare che vengano spacciate come autentici aapkal
delle comuni razze disseccate ed opportunamente manipolate, che
anche nelle coste mediterranee vengono spesso fatte passare per
dei pesci-uomo o diavoli di mare.
Venerdì, 13
maggio 2005
17:00 - Corte - Accoglienza con esibizione degli Sbandieratori di
Cava
17:30 - Palco Interno - Messaggio di benvenuto delle autorità
17:45 - Palco Interno - Presentazione dell'Associazione Culturale
Eldalië e della manifestazione
18:00 - Palco Esterno - Esibizione del gruppo tammorriatori
"I Picarielli"
19:30 - Salone - Buffet
21:30 - Corte - Momenti di lettura recitata e sfilata, alla luce
delle torce, in abiti della Terra di Mezzo
Sabato, 14 maggio 2005
11:00 - Palco Interno - Vincenzo Cocco "Figure di viaggio"
15:00 - Palco Interno - A. Monda "Frodo e Sam, Cristo e
Ulisse: il viaggio e il ritorno"
16:15 - Corte - Prima fase torneo di spada cortese
17:45 - Palco Interno - P. Gulisano "Viaggiare per mondi
letterari: dalle cronache al fantastico"
18:30 - Palco Esterno - Concerto gruppo musicale dei Lingalad
21:30 - Palco Esterno - Concerto gruppo musicale dei Will-o-the-Wisp
Domenica, 15 maggio 2005
11:00 - Palco interno - Conferenza a cura Eldalië "Tolkien
2005: le tappe di un viaggio che continua"
14:30 - Palco Esterno - Premiazione "Miglior abito TDM"
15:00 - Palco interno - Maria Isabella D'Autilia, Gianfranca
Ranisio, Federico Beltrami: tavola rotonda "A proposito di
Feeria"
16:30 - Corte - Fase finale torneo di spada cortese
18:00 - Palco Esterno - Premiazione concorsi di poesia ed arti
grafiche
Chiusura della manifestazione
Saluti
Il cartellone degli eventi comprende dibattiti, conferenze e tavole rotonde, accanto a concerti musicali, mostre mercato, esibizioni e dimostrazioni di combattimento con spade, per una piena immersione nelle atmosfere antiche di un mondo non del tutto scomparso.
Durante la "tre
giorni" dedicata al capolavoro di J.R.R. Tolkien si potrà
assistere a conferenze e dibattiti con faccia a faccia tra alcuni
"grandi" del mondo tolkieniano italiano, quali Paolo
Gulisano e Andrea Monda, che con i loro interventi permetteranno
di conoscere ed approfondire l'autore, l'opera e i suoi legami
con la letteratura, la storia e il mito, relativamente al tema
centrale: il viaggio, nei suoi aspetti interiore, esteriore e
letterario.
Viaggio che, per la Terra di Mezzo, a cinquant'anni dall'uscita
de Il Signore degli Anelli non pare ancora prossimo alla sua
conclusione, anzi...
Ma Eldamar II non sarà un evento dedicato in toto a libri e
letteratura: si potrà contemplare la Terra di Mezzo nelle opere
d'arte e nei dipinti di giovani artisti italiani, ammirare alla
luce delle torce chi sfilerà in abiti tipici, cimentarsi in un
torneo di spada cortese ed assistere a piccole dimostrazioni
dell'arte della spada medioevale, oltreché sognare sulle note di
gruppi musicali straordinari come i Lingalad e i Will-o-the-Wisp.
Saranno presenti anche esponenti di varie altre realtà
associative dedicate a J.R.R. Tolkien e al suo ciclo di opere.
Il tutto si terrà nella suggestiva cornice del Castello di
Arechi, realizzato da Arechi II, un principe longobardo vissuto
nell'VIII secolo, quando spostò la capitale del ducato da
Benevento a Salerno. Situato sulla cima del Monte Bonadies a 300
metri sul livello del mare, dal Castello si può godere di una
sublime vista su tutta Salerno e sul mare: un luogo da sogno,
dove per tre giorni la fantasia potrà diventare realtà.
I percorsi in città : stazione, castello, ostello. Cartella compressa, 679 Kb
Informazioni turistiche: vedere sul sito istituzionale del comune di Salerno
Prenotazioni
alberghiere: Hotel MonteStella
C.so Vittorio Emanuele, 156
84122 Salerno Italia
tel. +39 089 22.51.22 fax +39 089 22.91.67
Camera quadrupla (1 matrimoniale + 2 letti) --> 100 ?
Camera tripla --> 88 ?
Camera doppia --> 74 ?
Camera matrimoniale --> 74 ?
[I prezzi indicati si intendono per ogni camera]
Note:
* i prezzi indicati sono validi solo se la prenotazione è fatta
tramite l'associazione Eldalië (quindi rivolgersi a Giuseppe
Truono al recapito @mail indicato sotto). Lo stesso dicasi per
esigenze particolari (es. singola)
* L'albergo è nei pressi della Stazione Ferroviaria.
Dalla stazione al castello e viceversa sarà disponibile un
servizio navetta ogni mezz'ora .
Per richieste o esigenze particolari ci si può rivolgere direttamente a Giuseppe Truono (presidenza@eldalie.com)
Come raggiungere il castello: le informazioni sono sul sito dedicato http://www.ilcastellodiarechi.it/. Sarà comunque disponibile un servizio di navetta da e verso la stazione ferroviaria di Salerno.
Altre informazioni interessanti
Questa è la runa della verità, della rivelazione, della consapevolezza. Nell'arcano mistero che la caratterizza, dona fortuna e fascino a chi sa comprendere il suo vero significato.
ANSUZ
(Ansu)
Valore fonetico e alfabeto latino: lettera A
E' questa la runa
del Verbo divino, con la quale il silenzio primordiale viene
lacerato dal suono della "parola che ordina". Tale runa
si identifica chiaramente con Odino e con il suo volontario
sacrificio sull'Albero della Vita.
E' dunque anche runa del "suono-canto" dei sacrifici,
delle invocazioni e delle parole sacre, con le quali l'umanità
si rivolge al nume, restaurando in tal modo la primitiva unità
di cielo e di terra. E' altresì la runa del vaticinio, della
bocca-suono che si apre per svelare i misteri, o la volontà di
Odino.
La caratteristica oracolare di Ansuz, con le sue valenze
sapienzali, la avvicina a quel gruppo di segni divini dette
"rune dell'eloquio". Secondo la mitologia nordica,
infatti, gli uomini, dopo aver abbandonato il linguaggio
ancestrale comune (vedi il mito biblico della Torre di Babele),
non sarebbero più stati capaci di comprendere la potenza
realizzatrice della parola, il modo d'infondere con essa i
principi del pensiero nelle cose. Per ritrovare i valori
universali del linguaggio, gli uomini avrebbero dovuto "uccidere
il drago", ovvero penetrare nella natura intima della
creatura. Essendo la scienza delle rune anche "conoscenza
dei nomi occulti" delle cose naturali (vedi mito della Signaturæ
Rerum dei latini), chi conosce le rune sarebbe capace di
servirsi e di essere padrone del linguaggio sacro primordiale. La
runa Anzuz ne sarebbe il mezzo.
A questo punto, è opportuno citare un brano tratto dal testo Introduzione
alla Magia, curato dal Gruppo di Ur, e pubblicato in prima
edizione intorno agli anni Trenta:
Nel mondo sensibile, l'uomo è come se si trovasse di fronte
ad un alfabeto, ad un sistema di segni dei quali, per una oscura
amnesia, egli ignora sia la pronuncia che il senso, per cui il
suo stesso valore simbolico gli sfugge. Nel mondo sottile, è lo
stato di pronuncia che si sveglia nella coscienza.
Dal segno scaturisce il ricordo della parola e del suono - non si
percepiscono più forme e corpi materiali, ma ritmi, figure di
gesti (...). Chi giunge ad impadronirsi del senso delle cose ha
le chiavi dell'Alta Magia (...). Chi abbia compreso una cosa,
quegli potrà altresì "parlarla".
Questo "parlarla"
è "risolverla" quale cosa, e stabilire virtualmente un
rapporto magico con essa. La parola umana risorge allora come
Verbo, come "parola vivente".
Ansuz, dunque, è la runa della parola secondo la verità,
ossia secondo il senso intimo, iniziatico, delle cose naturali.
Chi avesse trovato tale senso (soffio) saprebbe agire nel mondo
manifestando il divino, giacché Dio sarebbe il "creatore di
ogni discorso", la "bocca" che silenziosamente
parla al cuore del saggio. Sotto questo aspetto, Ansuz
è la runa della rivelazione che si manifesta successivamente
nella scrittura.
Il nome di questa runa deriva dalla radice ans o ass
indoeuropea, in latino os, con il significato di
"soffio vitale" e anche di "bocca", "fonte".
E, tra i tanti nomi di Odino, vi è anche Ossmir, con il
significato di "colui che grida soffiando".
Nei testi magici runici Ansuz è presente molto
frequentemente, ed è usata con valenze magiche positive.
I riscontri archeologici della runa sono costituiti dall'"Amuleto
di Lindholm" del VI secolo e dala "Fibula di
Herbrecthingen" dello stesso periodo. Si presume che tali
oggetti venissero usati da sacerdoti, oppure da vestali.
Nel testo magico islandese tradotto in latino, già citato, la
runa è collegata alle attribuzioni di Juppiter in base a
complicati calcoli magico-astrologici.
ROMA: Archeologi di tutto il mondo lanciano allarme per la “svendita” dei beni culturali d'Italia.
alessandria
amazzoni
archeo spazio
archeoegitto
archeoest
archeoeuropa
archeogermania
archeogranbretagna
archeogrecia
archeoitalia
archeolombardia
archeonord
archeoriente
archeoroma
archeosudamerica
archeotoscana
architetturamedioevale
arte
atlantide
bibliografia
cinema
cleopatra
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